Allarme dell’Ispra: “ogni anno in Italia in fumo 40.000 ettari di foreste a causa degli incendi”

Nell’ultimo decennio gli incendi hanno distrutto in media 40 mila ettari l’anno di foreste italiane, causando – tra gli altri danni – l’accumulo in atmosfera di circa 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, pari allo 0,4 % delle emissioni totali nazionali di gas-serra. Nel 2012 sono andati persi 46 mila ettari di bosco, il 20% in piu’ rispetto al 2011. Nonostante tutto cio’ la superficie forestale italiana, che ammonta a circa 10 milioni di ettari, continua la sua graduale espansione: dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi e’ pressoche’ raddoppiata. A fornire il quadro della situazione forestale italiana e’ l’ISPRA, in occasione della Giornata Mondiale delle Foreste indetta per domani dall’ONU. “E” un fenomeno destinato a diventare sempre piu’ grave, sia in termini di danno ambientale, a causa dei cambiamenti climatici in corso, sia in termini economici con costi crescenti per la collettivita'” afferma l’Ispra. Uno studio dell’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale, condotto nell’ambito del progetto Ue ‘Proforbiomed’, stima infatti che dalle foreste nazionali -dal taglio di legna dei boschi cedui, dalla raccolta dei residui della cura e dei tagli delle fustaie, dal taglio di legna e dai filari- si possono generare 3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti di tep l’anno, (tonnellate equivalenti di petrolio, ossia la quantita’ di energia che viene fornita da una tonnellata di petrolio greggio) pari all’1,7% del consumo primario di energia, attualmente pari a circa 170 milioni di Tep. Al secondo posto delle cause di degradazione delle foreste ci siano anche i cambiamenti climatici. Numerosi studi, continua l’Ispra, dimostrano che l’aumento medio delle temperature e la riduzione delle precipitazioni in periodi estivi stanno alterando significativamente i processi fisiologici, la fotosintesi e la crescita delle piante e la biodiversita’ forestale. Altri importanti fattori di disturbo sono l’ozono, particolarmente dannoso per le foreste della Lombardia e delle pinete che si affacciano sul Tirreno e la diffusione di specie esotiche a scapito di specie native (in particolare Robinia, Ailanto, e Ciliegio americano). Un segnale positivo e’ rappresentato dalla nascita di forme di collaborazione pubblico-privato per la promozione di una gestione forestale consapevole, lo sviluppo di pratiche improntate alla responsabilita’ sociale d’impresa e il contrasto dei processi di illegalita’ (lavoro nero, tagli illegali). Tra questi strumenti, -conclude l’Ispra, figura la certificazione forestale, un processo volontario che porta all’emissione di un certificato attestante che le forme di gestione di un determinato bosco o territorio rispondano a specifici requisiti di tutela ambientale, di equita’ sociale e di efficienza economica. Ad oggi, circa il 10% della superficie forestale nazionale ha ottenuto la certificazione di ”gestione forestale responsabile”.