I siti contaminati ufficialmente censiti in Italia sono circa 5.000. Questi comprendono 57 siti contaminati di interesse nazionale, che coprono circa il 3% del territorio italiano. Inoltre, 10.000 siti potenzialmente contaminati ricadono sotto la responsabilita’ delle regioni. La buona notizia, pero’, e’ che le aree protette coprono circa il 10,5% del territorio nazionale, una percentuale vicina alla media Ocse, e le aree marine protette sono state notevolmente ampliate. Lo rileva il rapporto Ocse sulle performance ambientali ‘Italia 2013′. La rete Natura 2000 copre infatti il 21% del territorio nazionale, una percentuale piu’ elevata rispetto alla media Ue (con una copertura relativamente maggiore nel Mezzogiorno). Il numero di specie di piante vascolari a rischio di estinzione e’ relativamente limitato in Italia rispetto ad altri paesi Ocse, quello delle specie minacciate di mammiferi, pesci d’acqua dolce e anfibi e’ maggiore che in molti altri Paesi Ocse. Resta invece preoccupante il rischio di erosione, con il 30% di terreni agricoli classificato come soggetto a rischio di erosione idrica da moderato a forte. L’erosione del suolo e’ esacerbata da fenomeni quali siccita’ e forti piogge di gravita’ sempre maggiore. Secondo il rapporto Ocse, l’Italia e’ soggetta a vari rischi naturali: terremoti, alluvioni, frane e incendi. La pianificazione territoriale e la vigilanza sull’attivita’ edilizia restano insufficienti e contribuiscono ad aggravare i rischi incorsi dalla popolazione e i costi associati.
Ambiente: in Italia circa 5.000 siti sono contaminati


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