L’aspirina non è solo un farmaco, forse il più usato nel mondo, ma il suo principio attivo, l’acido acetilsalicilico, è tutt’altro che una sostanza così aliena dalla natura: basta mangiare un pò di ciliege per assumere il corrispondente di una compressa di aspirina.
Mentre si usa come prodotto di sintesi dal 1853, se ne conosce il meccanismo d’azione dagli anni ’70. Per non parlare dell’uso che ne viene fatto dai tempi di Ippocrate, estratta dal Salice (di qui il nome). Ma col tempo si sono moltiplicate le possibili applicazioni dell’aspirina: in persone colpite da infarto o ictus viene utilizzata per prevenire ulteriori attacchi, grazie alle proprietà antiaggreganti e quindi fluidificanti del sangue. Altri studi mettono in evidenza la protezione nei confronti dell’insorgenza del melanoma (studio condotto sulle donne), ma anche dei tumori del colon-retto. Assumere basse dosi di aspirina sembra protegga da diversi tumori, e studi sono ancora in corso. Si parla della riduzione del 40% per il cancro all’intestino, del 30% per quello ai polmoni, 10% per la prostata e 60% per il cancro all’esofago in uno studio della Oxford University del 2010.
Il problema dell’uso dell’aspirina è che può provocare ulcere ed emorragie, e questo ha frenato l’uso nella prevenzione se non, come detto quella di ricadute nell’infarto e ictus, dove i benefici sono talmente maggiori dei rischi da non lasciare scelta. Ora altri studi potrebbero estendere le applicazioni mediche dell’aspirina, che assunta in modo o in forma adatta, potrebbe diventare, dall’estratto misterioso di migliaia di anni fa, una delle armi migliori di farmaco-prevenzione.


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