Le miniere cinesi continuano ad essere le piu’ pericolose del mondo: oggi due tragedie hanno causato la morte di 111 minatori. Nel primo caso, una frana ha seppellito i lavoratori che si trovavano all’interno di una miniera d’oro non lontano da Lhasa, la capitale della Regione Autonoma del Tibet, nel sudovest della Cina. Dopo aver scavato tra i detriti per oltre 12 ore, i soccorritori non hanno trovato superstiti. Il secondo incidente si e’ verificato in una miniera di carbone all’estremita’ opposta del Paese, la provincia nordorientale del Jilin. Gli 83 minatori morti in Tibet, secondo l’agenzia Nuova Cina, erano in grande maggioranza cinesi di etnia han, mentre i locali tibetani erano solo due. Una circostanza destinata a rafforzare il malcontento dei tibetani, secondo i quali i massicci investimenti di Pechino nascondono uno sfruttamento delle materie prime delle quali la regione e’ ricca e vanno a beneficio soprattutto degli immigrati dalle altre province cinesi, mentre i locali vengono lasciati indietro. A Jilin e’ stata invece un improvvisa folata di grisou a provocare il crollo di una parte di una miniera dell’impresa statale Tonghua Mining Group. I 28 lavoratori che si trovavano in quel momento all’interno non hanno avuto scampo. La Cina e’ una grande consumatrice di carbone, che le fornisce il 70% dell’energia che consuma. La mortalita’ tra i minatori e’ altissima, anche se e’ diminuita nel 2012, con 1.384 morti in incidenti contro i 1.973 del 2011. Sotto accusa vengono in genere messe le piccole miniere, gestite spesso da imprenditori improvvisati e pronti a tutto ma in questo caso la disgrazia si e’ verificata in una miniera di una grande impresa, che dovrebbe garantire le minime condizioni di sicurezza ai suoi dipendenti. In marzo, un altro grave incidente si e’ verificato nella provincia meridionale del Guizhou, dove hanno perso la vita 21 minatori. In precedenza, alla fine di dicembre 2012, un colpo di grisou aveva causato 17 vittime in una miniera di Shangchang, nella provincia dello Yunnan. Il vicepremier Zhang Dejiang, numero tre della gerarchia cinese e membro del potente Comitato Permanente dell’Ufficio Politico comunista, ha affermato che queste disgrazie sono ”un segnale d’allarme”. ”Dobbiamo sapere – ha proseguito – che la prevenzione di incidenti di questo tipo e’ un compito complesso, difficile e urgente”.
Cina, le tragedie dei miniatori continuano: 111 morti in due disastri nelle ultime ore


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