Dopo oltre 13 ore di duro e rischioso lavoro i vigili del fuoco hanno domanto l’incendio divampato la scorsa notte a Citta’ della Scienza, a Napoli. Adesso e’ caccia alle cause che hanno provocato il rogo. Gravissimo il bilancio: e’ andato completamente distrutto il polo museale mentre non e’ stato toccato dalla fiamme il polo didattico. Tra gli investigatori e’ forte il sospetto che il rogo sia di origine dolosa.
Una giornata “drammatica, sconvolgente”. Cosi’ il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando quanto accaduto ieri nel capoluogo partenopeo tra il crollo di un’ala di un palazzo alla Riviera di Chiaia e l’incendio che ha distrutto Citta’ della Scienza a Bagnoli. Dall’immagine “toccante” dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e dei volontari impegnati a scavare tra le macerie o a spegnere il fuoco, “si dovra’ ripartire perche’ e’ il cuore di Napoli”. L’apertura, spiega de Magistris, e’ diretta “alle forze sane e democratiche che amano questa citta'”, per “fermare le forze del male” e “per lanciare uniti un appello anche al prossimo governo, a quelli che ci dovranno ascoltare e dare una mano. Piu’ volte – prosegue de Magistris – abbiamo detto che Napoli e’ stata abbandonata e tante cose si possono fare se ci sono risorse”. “Dobbiamo tutti stringerci attorno alla parte sana di Napoli – conclude – per fare di piu’ e meglio, riconoscendo anche le cose che non sono andate bene e, per quanto mi riguarda, fare anche autocritica su alcuni punti. Poi con grande forza dobbiamo chiedere qualcosa in piu’, perche’ non bisogna dimenticare che e’ una citta’ che senza risorse deve affrontare un dissesto idrogeologico di queste proporzioni”.


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