Follie da meteo-appassionati: la neve e il lampione

“Il lampione è il mezzo che il comune mette a disposizione per determinare l’intensità di una nevicata”. Potrebbe essere questa la definizione stravagante che un meteo-appassionato potrebbe dare di questo oggetto.
E’ utile soprattutto quando non nevica, e ci si mette a fissarlo come dei predatori in attesa di un movimento. Ore di appostamento, quando anche i familiari cominciano a fissare con preoccupazione e non senza ragione il proprio caro imbambolato a fissare fuori.
Ecco il primo fiocco e l’urlo: nevica. Oggi non si urla più, e magari non sempre si ha qualcuno che condivida questa gioia, quindi si va direttamente su qualche forum meteo o su facebook a postare la notizia. Seguono le smentite e le accuse di diffondere notizie false, dato che nel raggio di 100 Km nessuno vede nevicare. Solo alcuni attenti predatori riescono a stanare qualche sparuto fiocco e, piano piano, si stabilisce l’intensità, nulla, del fenomeno.
Poi ci sono le volte che nevica sul serio, e ci si può concentrare anche su punti meno illuminati, magari facendo la spola tra una parte e l’altra dell’abitazione, con la netta sensazione che da una parte nevichi più che da un’altra!
Il lampione serve anche a determinare la traiettoria del fiocco, quindi il contenuto in umidità (meno è umido e pesante meglio è), a determinare se è o meno mista e in quale percentuale. Si può con una certa approssimazione capire anche la temperatura, dato che se siamo prossimi allo zero o leggermente al di sopra il piccolo mucchietto di neve che si ferma sopra al lampione si scioglie, e si può cogliere qualche goccia, segno solitamente del passaggio avvenuto della perturbazione, cui seguiranno le prime schiarite. Non è ancora finita, poiché l’ultima fase dell’osservazione, ormai sostenuti da oculisti e psicologi, è quella del determinare la frequenza con cui queste gocce cadono, segnando eventualmente la formazione di un ghiacciolo e quindi il desiderato congelamento totale, che nella mente dell’appassionato potrebbe, con la concatenazione di eventi di rarità e portata biblica, impedire lo scioglimento della neve per qualche anno. O almeno per qualche giorno. Alla fine ci si accontenta di qualche ora e, stremati, si va a dormire. A volte mentre la città si risveglia.