I tardigradi, gli animali più resistenti della Terra

Siamo in presenza di un alieno con tanto di tuta spaziale? No, ma tra tutti gli animali della Terra questo potrebbe essere il candidato migliore. I tardigradi sono noti per essere in grado di sopravvivere per un decennio senza cibo né acqua, a temperature prossime allo zero assoluto o ben oltre il punto di ebollizione dell’acqua, a pressioni sei volte maggiori di quelle dei fondali oceanici, in mancanza di ossigeno, ad altissimi livelli di radiazioni, con durature esposizioni ai raggi UV-A e alcuni tipi perfino ai raggi UV-B. Insomma, dei veri supereroi. L’ampio respiro di sopravvivenza di questi estremofili è stato testato nel 2011 al di fuori di una navetta spaziale orbitante e si è capito che sono così resistenti perché sono in grado di riparare il proprio DNA e ridurre il loro contenuto di acqua del corpo a pochi punti percentuali. In condizioni estreme questi animali sviluppano una serie di meccanismi difensivi che vanno dall’incistidamento alla sospensione di ogni attività metabolica visibile. Un esperimento dell’Università di Kristianstad ha dimostrato come alcune specie possano sopravvivere per dieci giorni nello spazio. Sono diffusi su tutto il globo, dall’Africa all’Antartide, dagli abissi all’Himalaya, sino ad oltre 6000 metri di quota. Sono da considerare tuttavia come animali di tipo acquatico, in quanto vivono all’interno di strati d’acqua che possono avere lo spessore appena sufficiente per ospitarli. Si nutrono di cellule vegetali e sono più comuni degli esseri umani su tutti i continenti. Nell’immagine in allegato un esemplare ingrandito al microscopio elettronico: le loro dimensioni infatti possono variare da meno di 0,1 mm a 1,5 mm.