E’ vero, siamo già alla terza decade di Marzo, ma la crisi dell’Artico, ben espressa dalla persistente fase negativa dell’indice “AO” (oscillazione artica), continua a partorire pesanti ondate di freddo e abbondanti nevicate che stanno colpendo con particolare durezza la Siberia orientale, gli States e buona parte del comparto settentrionale e orientale dell’Europa, li dove agiscono i vari “lobi” (circolazioni cicloniche colme di aria molto gelida a tutte le quote) del vortice polare diviso in più parti (mentre sopra il mar Glaciale Artico domina un robusto nucleo anticiclonico). In questi giorni anche il nord-America, in particolare gli Stati Uniti centrali e settentrionali, hanno dovuto affrontare varie emergenze per il passaggio di diverse bufere di neve che hanno ricoperto di bianco, come solitamente si nota in pieno inverno, gran parte degli stati contigui, dal Montana fino al Kansas, Indiana e Kentucky. In pratica, quasi la metà dei territori degli stati contigui degli USA sono ricoperti da uno strato di neve fresca, a seguito delle abbondanti nevicate avvenute nei giorni scorsi. Altro che primavera, nei negozi e nei market della grande distribuzione le pale spalaneve ormai vanno a ruba.

Addirittura in alcune aree fra South Dakota, Wisconsin, Michigan meridionale e Illinois, il manto nevoso, appena depositato al suolo, supera i 30-40 cm di spessore. Anche se le nevicate più abbondanti si sono registrate in Colorado, tanto che persino la partita di qualificazione per i mondiali di calcio del 2014 (che si terranno in Brasile), fra Stati Uniti e Costa Rica, si è giocata nello stadio di Commerce City sotto una vera e propria bufera, ai limiti della praticabilità per una partita di calcio. Il sistema frontale, piuttosto esteso, dopo aver colpito duramente il Colorado, con forti e persistenti nevicate che hanno sommerso di neve fresca buona parte dello stato, si è poi spostato verso le grandi pianure centrali statunitensi, ed in seguito sul Middle-East, apportando precipitazioni nevose davvero significative per il mese di Marzo. Tra domenica 24 e lunedì 25 Marzo forti e diffuse nevicate, con temperature largamente negative, hanno investito gran parte del Kansas, Iowa, Illinois e Missouri, con accumuli di oltre 20-30 cm , localmente pure 40 cm, di neve fresca in meno di 24 ore. Una fitta nevicata ha imbiancato persino la città di St.Louis, dove si sono registrati quasi 30 cm di accumulo a fine evento. Nel corso delle giornate di lunedì 25 e martedì 26 Marzo il già citato sistema frontale, seguito lungo il suo bordo occidentale dall’afflusso di masse d’aria particolarmente fredde in discesa dal Canada centro-occidentale, si è spostato verso la costa orientale, dispensando le ultime nevicate, che hanno interessato persino Baltimora, Filadelfia e la città di New York.
Le nevicate più consistenti si sono distribuite fra la Pennsylvania e lo stato del Maine, sul vicino confine canadese, dove il manto nevoso è arrivato a superare i 30-40 cm. Lungo la catena montuosa degli Appalachi si è superato pure il mezzo metro, anche se non a quote particolarmente basse. Per l’ultima decade di Marzo si tratta di un episodio di freddo veramente importante che ben si accorda con l’attuale pattern meteo/climatico in atto, in una fase di “AO” (oscillazione artica) pesantemente negativa. Anche dal punto di vista termico si nota una persistenza degli affondi di masse d’aria piuttosto fredde, per non dire gelide, che dall’Artico canadese si versano fin verso gli stati degli USA meridionali e l’East Coast affacciata sull’Atlantico occidentale. Le anomalie termiche negative si concentrano maggiormente fra il settore canadese e gli USA centro-settentrionali, anche se non sono mancate temporanee scaldate. Nei prossimi giorni gli effetti di questa recente ondata di freddo tardivo nel cuore degli States tenderanno ad essere gradualmente smaltiti, con una graduale risalita delle temperature su valori decisamente più accettabili per Marzo. Ciò però non impedirà che entro fine mese ed i primi giorni di Aprile nuovi affondi di aria piuttosto fredda, in discesa dalle latitudini artiche, possa riversarsi sopra gli States, riportando la neve e l’ennesimo crollo dei valori termici.



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