Il mar dei Coralli diventa una fabbrica di cicloni tropicali: dopo “Sandra” una nuova tempesta sta per essere sfornata attorno le coste australiane

Il ciclone tropicale "Sandra" si indebolisce man mano che avanza verso sud, su acque sempre meno calde

In questi giorni il mar dei Coralli, grazie alle elevatissime temperature delle sue acque superficiali, oltre la soglia dei +30°C +31°C, e al particolare posizionamento arretrato del “fronte di convergenza intertropicale”, dove si localizza il grosso dell’attività temporalesca fra Papua Nuova Guinea, il mare degli Arafura e i territori dell’Australia settentrionale, sta diventando una vera fabbrica di cicloni tropicali. Ieri ci eravamo lasciati con il ciclone “Sandra” che dopo aver superato la 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, come previsto, si è avvicinato ai territori d’oltremare francesi della Nuova Caledonia, interessando le coste settentrionali di questa con forti venti tempestosi da NE e N-NE, che hanno oltrepassato la soglia dei 120-130 km/h, in particolare sulla limitrofa isola di Ile Surprise, e piogge piuttosto intense, polverizzate dalla forte ventilazione dai quadranti nord-orientali. Per fortuna “Sandra”, già nel pomeriggio di ieri, ha virato verso sud, allontanandosi dalla Nuova Caledonia per spingersi verso latitudini meridionali, sopra acque superficiali meno calde che favoriranno un graduale indebolimento del ciclone, pronto ad essere declassato in una tempesta tropicale che scorrerà a largo delle coste del Nuovo Galles del Sud, in direzione del mar di Tasman, perdendo buona parte delle sue origini tropicali.

Ma sulla coda di “Sandra”, a breve si verrà a sviluppare una nuova depressione tropicale che detiene tutte le potenzialità per evolvere, entro le prossime 48-72 ore, in un nuovo ciclone tropicale lungo il mar dei Coralli. Le moviole satellitari delle ultime ore sono chiare. Una estesa area di convenzione ben organizzata prende sempre più vigore fra il mare degli Arafura e le coste occidentali di Papua Nuova Guinea. Si tratta di grossi “Clusters temporaleschi”, annessi all’ITCZ arretrata a sud di Papua, ben alimentati dal calore latente sprigionato dalla caldissima superficie marina, che tendono ad assumere un grande sviluppo verticale. Ma l’innesto della ciclogenesi tropicale, ossia di quel processo che favorirà il graduale invorticamento delle cosiddette “tropical waves” (fronti temporaleschi tropicali privi di rotazione), verrà incentivato dalla confluenza di due differenti flussi eolici nei bassi strati.

In questo caso, come già successo con il ciclone “Rusty” a Febbraio e per “Sandra” più recentemente, l’interazione fra i moderati venti da O-NO e da Ovest (i resti del “Monsone di NE” che supera l’equatore deviando bruscamente da NO e O-NO una volta varcato quest’ultimo), che dal mar di Giava e dal mar di Flores si muovono in direzione del mar di Banda, mar delle Molucche propagandosi fino alle coste meridionali di Papua Nuova Guinea e al mar degli Arafura, con i venti da SE e S-SE, in azione tra il basso mar dei Coralli e le coste del Queensland, risulterà determinate nell’accelerare la rotazione ciclonica nei bassi strati, accendendo la miccia della ciclogenesi tropicale. Già dal pomeriggio odierno una nuova depressione tropicale, pronta ad essere promossa a tempesta tropicale, visto il notevole rinforzo dei venti nei bassi strati, si muoverà verso lo Stretto di Torres, interessando la penisola di Capo York, nell’estremo nord-est dell’Australia, dove si attende il passaggio di imponenti corpi nuvolosi cumuliformi, in formazione sul golfo di Carpentaria, che daranno la stura ad intensi rovesci di pioggia e a temporali, di moderata e forte intensità, su buona parte della penisola di Capo York, in particolare sulla parte più settentrionale di questa, dove si potranno scatenare anche dei locali nubifragi.

Nel corso della giornata di domani la perturbazione tropicale, dopo aver oltrepassato lo Stretto di Torres, si dirigerà sopra le calde acque superficiali del mar dei Coralli, nel tratto di mare poco a sud di Port Moresby, la capitale di Papua Nuova Guinea. Transitando sopra le calde acque superficiali del mar dei Coralli questa tempesta tropicale si rafforzerà gradualmente, fino a essere promosso in un nuovo ciclone tropicale di 1^ categoria sulla Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti ad oltre i 120-130 km/h e un minimo barico capace di sprofondare al di sotto dei 980 hpa. Pur muovendosi verso il largo, sul mar dei Coralli, la circolazione ciclonica tropicale sarà in grado di spingere le bande nuvolose più periferiche fin verso le coste centro-settentrionali del Queensland, dove si verificheranno dei rovesci e delle piogge a carattere sparso. I venti forti, invece, dovrebbero rimanere localizzati in mare aperto, nel tratto antistante le coste meridionali di Papua Nuova Guinea, con risentimenti fin sulle coste del Queensland, dove risalirà una intensa ventilazione dai quadranti meridionali, con una componente più da Sud e S-SE.