Nonostante l’imminente visione della cometa PANSTARRS, già visibile nei cieli australi e attesa per i prossimi giorni in quelli boreali, un occhio di riguardo degli astronomi va sempre alla ISON, la grande cometa attesa per la fine dell’anno. L’oggetto è in rapido movimento verso il Sole, dal quale transiterà ad una distanza estremamente ravvicinata il prossimo 28 Novembre (1,2 milioni di chilometri). Per confronto, basti pensare che il 10 Marzo la cometa PANSTARRS arriverà ad una distanza minima di 45 milioni di chilometri dalla superficie infuocata della nostra stella. Se l’astro chiomato di Natale 2013 non avesse dimensioni considerevoli, come sembra che abbia, non avrebbe possibilità di superare indenne questo vero e proprio passaggio radente. A differenza delle altre comete che tradizionalmente portano il nome del proprio scopritore, ISON prende il nome da un progetto di ricerca, con la possibilità che altre comete possano avere una denominazione simile. Per questo motivo Peter Jedicke, ex presidente della Royal Astronomical Society of Canada, chiede un ritorno alla vecchia convenzione di denominazione. Anche se a grande distanza, la cometa presenta una magnitudine apparente molto luminosa, che fa presagire ad un oggetto spettacolare, con dimensioni sino a 10 chilometri di diametro.
Catalogata come C/2012 S1, al momento della scoperta la sua magnitudine (scala utilizzata dagli astronomi per misurare la luminosità dei corpi celesti) era stimata a 18,8, con una distanza di circa 1 miliardo di chilometri dalla Terra e 939 milioni di chilometri dal Sole. Questo ha reso la cometa circa 100.000 volte più debole della più debole stella che può essere osservata ad occhio nudo. L’aspetto più interessante dell’oggetto però riguarda la sua orbita preliminare, molto simile a quella della grande cometa del 1680. Quella cometa mise su uno spettacolo abbagliante, visibile anche in pieno giorno, con una coda estesa per ben 70°. Proprio come ci si attende dalla ISON. Nello scorso mese di Febbraio la sonda Deep Impact della NASA ha raccolto una serie di immagini dell’oggetto, grazie alle quali gli astronomi sono rimasti affascinati dalla sua attività nonostante la grande distanza dal Sole. La sua coda potrebbe già estendersi per 64.400 chilometri, che è sinonimo di un grande spettacolo nel cielo. Gli scienziati di tutto il mondo stanno già organizzando varie serate osservative. Si comincerà con il rover Curiosity su Marte, visto che l’astro chiomato transiterà nei pressi del pianeta rosso prima di addentrarsi nel sistema solare interno. Successivamente sarà la volta della sonda STEREO, che la osserverà con costanza. Come abbiamo ribadito più volte la stima della magnitudine prevista non è semplice. Per citare un esempio, non si è ancora certi che la cometa PANSTARRS possa essere osservata ad occhio nudo dai cieli boreali. Questo la dice lunga su quanto sia difficile fare una previsione. Anche le comete passate ci danno uno spunto di questa difficoltà: la Kohoutek, attesa nel 1973 come la cometa del secolo, risultò in realtà una grande delusione per gli osservatori di tutto il mondo, a tal punto che gli astronomi sbagliarono anche la stima della cometa West del 1976 per timore ripetere l’errore. In modo quasi inaspettato, la West illuminò i cieli del mondo occidentale.


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