Come previsto il blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, nella mattinata odierna si è riversato pure sulla Spagna, determinando un brusco calo delle temperature e della quota neve, che stamane è tornata ad imbiancare le colline delle province Basche e le Asturie, con accumuli molto abbondanti sul versante settentrionale dei Pirenei e della Cordigliera Cantabrica. Rovesci di pioggia mista neve, con temperature sui +2°C +3°C, in mattinata hanno interessato i quartieri più elevati di città come Bilbao e San Sebastian, particolarmente esposte alle fredde correnti artiche da Nord e N-NE, che dopo essersi umidificate sulle più miti acque del mare Cantabrico, hanno contribuito ad addossare una fitta nuvolosità da “stau” (sbarramento orografico) sul versante settentrionale della Cordigliera Cantabrica, dove si sono verificate persistenti nevicate, a tratti anche di moderata o forte intensità. Ora le fredde correnti artiche, giunte al traverso della Francia e sulla Spagna centro-settentrionale, tenderanno a traboccare sul mar Mediterraneo, canalizzandosi attraverso la valle del Rodano, tramite impetuosi e freddi di “mistral” che si apriranno a ventaglio sul golfo del Leone, e in misura minore tramite la porta di Carcassone. Già fra il tardo pomeriggio e la serata odierna i primi refoli freddi, dopo essersi incanalati dentro la valle del Rodano, sfonderanno sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con forti burrasche di “mistral” che tenderanno rapidamente ad espandersi nel corso della nottata al mar di Sardegna e Canale di Sardegna, dove si attiveranno venti molto forti dal quadrante nord-occidentali che potranno assumere rinforzi di tempesta in mare aperto, davanti le coste sarde occidentali.
L’ingresso delle prime masse d’aria fredde verrà evidenziato dalla formazione delle cosiddette “mistral clouds”, un complesso nuvoloso prodotto da forti turbolenze per “Shear orizzontale” del vento, molto caratteristico nell’area compresa fra il golfo del Leone, le Baleari e il mar di Sardegna, allorquando un’avvezione fredda trabocca dal Rodano. Man mano che scivoleranno verso il “mare Nostrum”, le masse d’aria fredda, entrando a contatto con l’aria più mite e umida, d’origine atlantica, che scorre tra il basso Mediterraneo e la penisola italiana, genereranno un sensibile rinvigorimento del “gradiente termico orizzontale” nei bassi strati tra la Francia, la Spagna e l’area mediterranea, incentivando lo sviluppo di un’area “baroclina” con la conseguente formazione di una giovane ciclogenesi (nei bassi strati) sul Mediterraneo centro-occidentale, in sensibile approfondimento nell’area compresa fra le Baleari e il mar di Sardegna. Come è facile prevedere, una volta innescata, questa giovane ciclogenesi andrà velocemente ad approfondirsi, cominciando a prendere un grande sviluppo visto che verrà costantemente alimentata, lungo il suo lato più occidentale, da un flusso di masse d’aria molto fredde, artico marittime, in sfondamento dal Rodano verso il mar e Canale di Sardegna, dove si attiveranno impetuosi venti di maestrale.
La presenza di un consistente “forcing” in quota per curvatura ciclonica, assieme al brusco ingresso delle fredde masse d’aria artico marittime dal Rodano tramite un impetuoso vento di “mistral” che si dipanerà dal golfo del Leone, già nel corso della serata favoriranno l’ambiente ideale per la costruzione di una intensa ciclogenesi fra le Baleari e il mar di Sardegna. L’irruzione fredda ad ovest della circolazione depressionaria, in fase di strutturazione nei medi e bassi strati, e l’avvezione di vorticità positiva in spostamento verso il basso Tirreno, agevoleranno un consistente approfondimento del minimo barico al suolo, che già nella nottata scivolerà al di sotto dei 990-988 hpa, cominciando a progredire, assieme all’annesso sistema frontale, verso la Sardegna, per muoversi successivamente in direzione del medio-basso Tirreno nel corso della mattinata di domani. Proprio nel corso della mattinata di domani la ciclogenesi sopra descritta si trasformerà in un sistema depressionario piuttosto profondo, con un minimo barico sotto i 987-986 hpa che tenderà a rinvigorire in modo notevole il “gradiente barico orizzontale” (sensibile infittimento delle isobare), soprattutto fra il mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, dove la drastica diminuzione del campo barico attiverà furibonde burrasche di maestrale e ponente, pronte a scorrere lungo il margine occidentale della circolazione depressionaria, in spostamento verso le coste della Campania e dell’alta Calabria, con un minimo barico al suolo che con ogni probabilità raggiungerà un valore di circa 984-983 hpa (davvero molto profondo).
Dopo aver attraversato l’entroterra della bassa Campania e della Basilicata, indebolendosi a causa del fattore orografico, entro il pomeriggio di domani l’area depressionaria riposizionerà il proprio profondo minimo barico davanti le coste del barese, allontanandosi progressivamente verso il basso Adriatico, con un valore sui 984-985 hpa, in grado di mantenere fino a fine giornata un elevato “gradiente barico” (sinonimo di venti molto burrascosi) fra il mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia. Lo spostamento dell’ampio sistema frontale verso le regioni del centro-sud peninsulare e le coste della Sicilia tirrenica produrrà un veloce peggioramento, condito da piogge diffuse, rovesci e temporali, anche a carattere gradinigeno dietro il fronte freddo, che già dalla mattinata investiranno regioni come la Sardegna, la Campania, la Calabria tirrenica, l’ovest della Basilicata, la Puglia centro-meridionale ed il nord della Sicilia. I fenomeni più intensi si concentreranno in serata/notte proprio fra la Sicilia e la Calabria tirrenica, con rovesci diffusi e fenomeni temporaleschi, accompagnati da forti raffiche di vento da Ovest, specie su trapanese e palermitano, e attività elettrica. Difatti, fra la serata e la nottata successiva le burrasche di vento attive sui Canali delle isole si muoveranno verso la Sicilia, la quale verrà investita da intense raffiche di ponente che supereranno i 70 km/h.
Ma fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio il tempo peggiorerà anche sulla Romagna e sulle regioni adriatiche, causa l’afflusso dalle pianure dell’Ungheria, dalla Croazia e dai rilievi della Serbia e della Bosnia Erzegovina delle fredde correnti, da Nord e N-NE, richiamate lungo il fronte occluso, che andrà a posizionarsi sull’Adriatico centrale. L’ingresso dell’aria fredda, dalla regione carpatico-danubiana, incentiverà l’instabilità, pilotando degli ammassi nuvolosi medio-bassi che si muoveranno fino alle coste di Romagna, Marche e Abruzzo (addossandosi al versante orientale dell’Appennino), dove si attendono delle piogge di debole e moderata intensità che dal pomeriggio/sera assumeranno carattere nevoso fin dai 300 metri sulla Romagna, 300-400 metri sulle Marche e sul nord dell’Abruzzo, sopra i 400-500 metri fra teramano, Molise, a quote decisamente più alte sul Gargano e sui rilievi di Campania, Basilicata e Calabria.
Per quel che concerne la neve c’è da dire che ne cadrà davvero tanta, anche se a quote più elevate, sui monti della Calabria, in particolare fra Sila, Serre e Aspromonte, e su quelli della Sardegna e della Sicilia settentrionale, dove si verificheranno dei rovesci e temporali nevosi fin dai 600-700 metri. Nella giornata di venerdì, pur con l’allontanamento della profonda circolazione depressionaria verso il nord della Grecia e l’allentamento del “gradiente barico orizzontale” che causerà una marcata attenuazione della ventilazione da NO e O-NO, marcate condizioni di instabilità persisteranno sulle regioni meridionali, con precipitazioni a carattere sparso che assumeranno carattere di rovescio fra il nord della Sicilia e la Calabria tirrenica. Proprio su queste regioni affluirà l’aria fredda, artico marittima (traboccata dal Rodano), la quale oltre a far diminuire, in modo marcato, i valori termici contribuirà ad un’ulteriore discesa dello zero termico e della quota neve, in seno all’umido flusso post-frontale, ancora particolarmente instabile fra basso Tirreno e Ionio. Nel corso della giornata dei rovesci di neve, fin dai 500-600 metri, interesseranno i rilievi della Basilicata, Calabria, e a quote un po’ più alte il massiccio dell’Aspromonte e i monti della Sicilia settentrionale, con particolare riguardo per i Nebrodi e i Peloritani che si prepareranno a ricevere l’ultima imbiancata a bassa quota. Solo nel weekend si assisterà ad un progressivo miglioramento che andrà a concretizzarsi nella giornata domenicale, quando il sole e i cieli sereni o poco nuvolosi la faranno da padrone, assieme ad un nuovo marcato aumento dei valori termici.


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