L’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull (2010) ha alterato la biologia dell’oceano Atlantico

L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull nell’aprile 2010 ha avuto un impatto significativo sulla biologia dell’Oceano Atlantico settentrionale. A dirlo uno studio della University of Southampton pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. Il vulcano libero’ chilometri di polveri nell’atmosfera, che in parte si riversarono nei mari a sud dell’Islanda. Nel 2007 lo stesso team di scienziati che ha realizzato questo nuovo studio aveva attestato la scarsita’ di ferro nella acque del bacino islandese, che aveva provocato una ridotta crescita di fitoplankton. Tre spedizioni condotte nel 2010, dopo l’eruzione, hanno invece mostrato che la polvere vulcanica dell’Eyjafjallajokull aveva fornito ferro a sufficienza per far durare la fioritura del fitoplankton piu’ del solito. In particolare, a distanza di 5 settimane dall’eruzione, il ferro si era dissolto nelle acque del Nord Atlantico per una superficie complessiva di oltre 570 mila chilometri quadrati, incrementando il numero di cellule di fitoplancton. Un cambiamento che, sebbene occasionale, ha alterato significativamente la biochimica del bacino.