Proseguono gli interventi della protezione civile di Prato nelle zone maggiormente interessate dall’emergenza maltempo. Nelle ultime ore si e’ verificata una piccola tracimazione dell’Ombrone in zona Villa Castelletti. Le casse di espansione di ponte alle Vanne e di Case Carlesi sono entrambe aperte e stanno contribuendo alla limitazione dell’ondata di piena dell’Obrone e a ridurre la pressione sul reticolo minore. Segnalate inoltre alcune tracimazioni in particolare sull’Ombrone in localita’ Case Coveri, sulla Bardena sempre alla confluenza con l’Ombrone, sul Calicino e sul Bisenzio, a ponte di Colle e nella zona sud di Vaiano. Sono in corso vari interventi curati dalle squadre della protezione civile per segnalazioni di fontanazzi in particolare al Calice (in corrispondenza del depuratore) e anche sull’Ombrone (vicino al Ponte Attigliano). Molte le squadre di volontari intervenute con sacchetti di sabbia in vari punti della zona del Calice e della Bardena. Per le prossime ore e’ previsto un miglioramento delle condizioni meteo.
LA COLDIRETTI: “COLTURE A RISCHIO” – L’agricoltura toscana rischia di ‘annegare’. Il prolungamento delle perturbazioni con piogge anche abbondanti e costanti, unite a casi di grandine e nubifragi, e abbassamenti imprevisti delle temperature stanno mandando in tilt l’agricoltura, gia’ provata da un inverno rigido. Le abbondanti piogge che stanno cadendo in questi giorni in tutta la regione senza tregua hanno allagato centinaia e centinaia di ettari di terreni agricoli facendo salire la preoccupazione tra gli agricoltori. L’agricoltura, fa sapere Coldiretti Toscana, e’ costretta ad uno stop forzato a causa delle grandi quantita’ d’acqua che stanno rendendo impossibile qualsiasi tipo di pratica agricola. In Toscana sta succedendo esattamente il contrario di quanto accaduto nello stesso periodo dello scorso anno: ”Di questi tempi – spiega Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – ci trovavamo ad affrontare l’emergenza siccita’ con tutte le sue conseguenze”. A dare le proporzioni del fenomeno climatico i dati sulle precipitazioni: nel marzo 2012 (31 giorni) erano caduti complessivamente circa 20 millimetri di pioggia contro i 110 millimetri ed oltre della sola prima quindicina di marzo 2013. A preoccupare Coldiretti sono le previsioni per i prossimi giorni che potrebbero allungare i tempi per il ritorno alla normalita’ e compromettere il futuro di alcune produzioni che stanno entrando nel vivo. Interi appezzamenti sono sommersi sotto 10-15 centimetri di acqua ed e’ praticamente impossibile raccogliere gli ortaggi di stagione, cosi’ come e’ impossibile utilizzare i mezzi agricoli per preparare i terreni. In cima alla lista dei pensieri c’e’ il settore cerealicolo (grano duro e tenero, mais, orzo) che in Toscana occupa oltre 115 mila ettari impegnando oltre 12mila aziende. Intere aree gia’ seminate o pronte ad esserlo sono allagate: le situazioni piu’ complicate nel Senese (soprattutto in Val di Chiana), nel Grossetano, nel Pisano e nel Livornese. ”Ad essere maggiormente colpite sono le coltivazioni cerealicole – conferma Marcelli – ma sono a rischio anche gli alberi da frutto, in fase di germinazione, e le primizie primaverili di questa stagione. La preoccupazione e’ rivolta anche alle colture orticole, alcune gia’ in fase di crescita, e, per queste, l’ondata improvvisa di freddo, proprio a ridosso dell’entrata della primavera, va a sommarsi al dato negativo, e in controtendenza sulla media nazionale, che registra il -40% delle semine come dato medio”. A tenere con il fiato sospeso l’agricoltura sono anche gli smottamenti, le frane ed i disagi provocati dalla fragilita’ dei terreni in tutta la regione che sono costati gia’ milioni di euro di danni. ”Stiamo sorvegliando tutte le situazioni piu’ critiche ed in particolare – spiega ancora Marcelli – laddove si sono gia’ verificate situazione di forte criticita’ come nel caso delle colline del Candia, a Massa Carrara – conclude Marcelli -. Le previsioni meteo non sembrano promettere nulla di buono con l’arrivo di nuove perturbazioni unite a vento e temporali. Se il meteo non ci da’ tregua, alcune produzioni sono seriamente a rischio”.


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