
Pur essendo già alla terza decade di Marzo la crisi dell’Artico, ben espressa dalla persistente fase negativa dell’indice “AO” (oscillazione artica), continua a partorire pesanti ondate di freddo e abbondanti nevicate che stanno colpendo con particolare durezza la Siberia orientale, gli States e buona parte del comparto settentrionale e orientale dell’Europa. Concentrandoci sull’area euro-atlantica, in accordo all’attuale fase di “AO” negativa, notiamo come su tutto l’Atlantico settentrionale, nel tratto compreso fra le coste canadesi orientali ed il mar del Nord, insiste una grande area anticiclonica, caratterizzata da pesanti anomalie negative nella tropopausa, la quale continua a sospingere nuovi impulsi di aria gelida, d’estrazione artica continentalizzata, fin verso l’Europa centro-orientale e la Mitteleuropa. Questi impulsi di aria molto fredda, che si muovono lungo il bordo orientale di questa vasta area anticiclonica, tendono ad alimentare una severa recrudescenza del gelo e della neve su quasi tutti i paesi dell’Europa orientale e centrale, con l’abbassamento dello zero termico al piano e l’isolamento di un denso “cuscino di aria gelida” in prossimità del suolo. Entro le prossime 24-36 ore il “lobo” (depressione colma di aria gelida a tutte le quote) del vortice polare tenderà a ritirarsi con il suo nucleo principale sulla penisola Scandinava, favorendo un lento colmamento della complessa circolazione depressionaria, colma di aria fredda continentalizzata, insistente da più giorni fra Regno Unito e Italia centro-settentrionale. L’invasione dell’aria artica alle latitudini medie europee sta però contribuendo ad abbassare ulteriormente di latitudine il flusso perturbato principale, ben al di sotto dei 40° – 38° di latitudine nord, nel cuore del bacino Mediterraneo. Difatti, l’inasprimento del “gradiente termico verticale” (nei bassi strati) e del “gradiente di geopotenziale” (in quota), fra Mitteleuropa e Mediterraneo centrale, sta favorendo la discesa del ramo principale del “getto polare”, il quale tende a ricongiungersi al “getto sub-tropicale”, che scorre a velocità particolarmente elevate sopra la regione sahariana.

La costante dei prossimi giorni, che caratterizzeranno la settimana Santa, sarà un alto indice zonale (flusso occidentale in quota) che dal medio Atlantico si dirigerà verso il Mediterraneo orientale e il Medio-Oriente. In seno a questo possente flusso occidentale in quota, che demarca la linea di discontinuità fra le masse d’aria polari continentali preesistenti sopra l’Europa centrale e l’aria più mite ed umida d’origine sub-tropicale oceanica, si muoveranno dei “transienti”, con degli annessi sistemi frontali nei bassi strati che si localizzeranno nelle aree dove il “getto” raggiungerà le massime intensità (“Jet Streak”). Ebbene, saranno queste ondulazioni del “getto” a spingere verso l’area mediterranea, e quindi sull’Italia, nuove famiglie di perturbazioni che daranno luogo a rapidi peggioramento pronti a coinvolgere gran parte delle nostre regioni. Già da domani una nuova ondulazione del “getto” darà origine ad un nuovo peggioramento che favorirà il sensibile aumento della nuvolosità ad iniziare dalle regioni settentrionali, iniziando dal basso Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia/Romagna e Veneto occidentale, dove entro il tardo/pomeriggio sera arriveranno le prime precipitazioni. Nel corso del pomeriggio delle piogge sparse colpiranno pure la Corsica, le coste toscane e la Sardegna. Durante la giornata dei rovesci raggiungeranno anche la Sardegna meridionale e la Sicilia occidentale.
Con l’avanzare verso est del “transiente”, in seno al flusso zonale, anche sulle regioni tirreniche, come sulla Calabria, si assisterà, dalla seconda parte del giorno, ad un progressivo aumento della nuvolosità, con delle probabili precipitazioni sparse. Anche nella giornata di giovedì avremo più o meno lo stesso riassunto della giornata precedente, per l’irruzione, rapida, dell’ennesimo “transiente” dalla Spagna che con un sistema frontale nei bassi strati comincerà ad inglobare le regioni settentrionali ed in seguito quelle centrali e la Sardegna, dove le nubi andranno progressivamente ad aumentare dando luogo a nuove piogge, di debole e moderata intensità, che dal nord si estenderanno fino alla Toscana, con sconfinamenti fino alla Sardegna e al nord del Lazio. La copertura nuvolosa aumenterà pure sulle regioni meridionali e sulla Sicilia, ma in questo caso si tratterà in prevalenza di nubi alte e stratiformi legate al passaggio della “Warm Conveyor Belt” che precede l’ondulazione del “transiente”, che si muove velocemente da ovest verso est. Sui rilievi Appenninici come sui monti più elevati di Sardegna e Sicilia l’intenso flusso occidentale potrebbe produrre delle turbolenze, generando le cosiddette “onde orografiche”, con spettacolari nubi lenticolari pronte a coprire le vette più elevate. Per quel che concerne le previsioni per il weekend di Pasqua la prognosi è ancora da sciogliere. E’ certo che i giorni che precederanno la Pasqua verranno penalizzati dal maltempo su gran parte delle nostre regioni, con piogge e rovesci sulle coste e nelle aree pianeggianti, mentre nuove importanti nevicate copriranno i rilievi alpini, prealpini e appenninici.



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