
Torna le piogge ed il maltempo sulla assolata California. Difatti, il weekend sul più importante e popolare stato degli USA, verrà guastato dall’arrivo di una perturbazione dall’oceano Pacifico, che si prepara a dispensare piogge e rovesci lungo le aree costiere, dall’area di Los Angeles fino alla baia di San Francisco e Crescent City. Sui rilievi più elevati della Sierra Nevada invece è previsto l’arrivo della neve, pronta ad imbiancare a quote decisamente più alte del previsto. Nei giorni scorsi, il graduale spostamento verso latitudini più settentrionali del promontorio anticiclonico delle Aleutine (anticiclone dinamico oceanico del nord Pacifico), ha tagliato sin dalla base una saccatura, favorendo il conseguente isolamento di una circolazione depressionaria autonoma, poi evoluta in “CUT-OFF”, isolandosi dal flusso perturbato principale, lungo il bordo sud-orientale del suddetto anticiclone. Ora, questa circolazione depressionaria, già andata in “CUT-OFF” e prossima ad evolvere in una “Upper Level Low”, ben strutturata nell’alta troposfera, tende a muoversi gradualmente verso est, avvicinandosi alle coste della California, già interessate dall’umida ventilazione dai quadranti meridionali, in genere da Sud e S-SE, la quale sta cominciando ad addossare le prime nubi con le prime piogge sparse, di debole intensità, lungo il tratto di costa poco a nord della baia di San Francisco.

Ma il peggioramento comincerà a concretizzarsi a partire da domani, quando la struttura vorticosa, evoluta in un “Upper Level Low”, con scarso “gradiente barico” nei bassi strati, si sarà spostata nel tratto di oceano a largo della California settentrionale, pilotando un debole flusso di correnti umide da SO e O-SO verso le coste della California meridionale e centrale. Questa ventilazione molto umida occidentale, dopo essersi umidificata sopra la superficie oceanica, raggiungerà le aree costiere ammassando una notevole nuvolosità a ridosso dei rilievi del vicino retroterra montuoso. Questo perché (avviene spesso in California) l’aria umida oceanica incontrando i primi contrafforti montuosi ad est di Los Angeles, o i rilievi che caratterizzano l’area fra Santa Monica e Berkeley, sarà costretta a salire rapidamente verso l’alto (forzatura orografica), raffreddandosi e favorendo la rapida saturazione del vapore acqueo che comporta la formazione delle nubi e delle annesse precipitazioni. Nubi, a tratti consistenti, che riusciranno a dare la stura a piogge e rovesci sparsi che localmente potrebbero anche assumere carattere temporalesco, specie a ridosso dei rilievi. Insomma, i californiani dovranno attendersi una domenica uggiosa e piovosa, con cieli in larga parte molto nuvolosi se non coperti, a cui si assoceranno delle precipitazioni sparse che risulteranno più intense e persistenti nell’area compresa fra le località a nord di Los Angeles e la baia di San Francisco, dove localmente si potrebbero determinare anche dei rovesci o dei temporali isolati.

Andrà meglio solo all’estrema fascia meridionale dello stato, poco lontano dal confine messicano, che dovrebbe essere risparmiate dal grosso delle precipitazioni, con il transito di nubi medio-alte, capaci di coprire l’intera volta celeste. Solo nella giornata di lunedì 1 Aprile, con il colmamento dell’”Upper Level Low”, si assisterà ad un miglioramento, con l’apertura di schiarite sempre più ampie a partire dalla California meridionale. Residue piogge e rovesci continueranno ad interessare solo il nord della California ed il Nevada occidentale, mentre delle nevicate di debole e moderata intensità continueranno ad attardarsi fino al pomeriggio sui rilievi più elevati della Catena Costiera settentrionale e della Sierra Nevada. Ma anche qui il miglioramento si farà strada, in modo deciso, dal tardo pomeriggio/sera, con la cessazione delle precipitazioni e l’apertura di ampie schiarite, mentre la ventilazione nei bassi strati ruoterà più da O-NO e NO, indice dell’allontanamento del sistema perturbato. Di sicuro questa fase di maltempo, pur non essendo intensa, avrà per lo meno il merito di compensare in minima parte l’importante deficit idrico che da qualche anno a questa parte si era accumulato in diverse aree della Californi meridionale.


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