
Il caldo ora comincia a fare sul serio sul continente africano dopo le prime avvisaglie delle scorse settimane sull’area equatoriale. Come nelle attese, con l’inizio di Marzo, il sole comincia raggiungere lo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sull’orizzonte durante le ore centrali del giorno) a ridosso dell’Africa equatoriale, determinando l’inizio della stagione calda che si afferma in primavera, fra l’Africa equatoriale e la vasta regione semi-desertica del Sahel. Il caldo già si avverte nelle aree continentali dell’Africa sub-sahariane, investite dai torridi e polverosi venti di “Harmattan” (che altro non è che il corrispondente dell’Aliseo di NE sull’area sahariana) messi in moto dal divario barico esistente fra l’anticiclone dinamico sahariano e le basse pressione termiche legate al “fronte di convergenza intertropicale”, attestato nel tratto di oceano a sud del golfo di Guinea. La presenza di masse d’aria molto secche nei bassi strati, unito all’intenso soleggiamento diurno e alla totale serenità dei cieli, sta favorendo un forte riscaldamento di tutta la fascia sub-sahariana. Ma il gran caldo si riesce ad avvertire anche più a sud, tra Congo, Camerun e Repubblica Centrafricana, dove l’influenza del potente anticiclone dinamico sahariano, attestato con i propri massimi di geopotenziale in alta quota in pieno Sahel (con notevoli “Subsidenze” che contriscono a surriscaldare l’aria per “compressione adiabatica”), riesce a deumidificare l’atmosfera, contribuendo a far impennare i valori termici fino ad oltre i +39°C +40°C all’ombra in pieno giorno, con tassi dell’umidità relativi sotto il 10% 20%. Nella giornata di mercoledì 27 Febbraio 2013 si è riusciti a fare di molto meglio lungo il deserto sudanese, già ben arroventato da settimane di continua insolazione, regime anticiclonico in quota (con intense “Subsidenze atmosferiche”) e masse d’aria piuttosto secche nei medi e bassi strati.
Giorno 27 Febbraio la colonnina di mercurio ha oltrepassato la soglia dei +44°C +45°C all’ombra nel cuore del Sudan. Fra tutte le temperature registrate particolare importanza assume la massima di +44.5°C stabilita nel pomeriggio di ieri dalla stazione di Abu Nama, in Sudan. Tale valore cosi elevato in Febbraio, se confermato, stabilisce niente meno che il nuovo record mensile di caldo per tutto l’emisfero boreale, seppur per un solo decimo. Ma parliamo di un record di tutto rispetto che aggiornerà di sicuro la storia climatica. In pratica, i +44.5°C di Abu Nama, in Sudan, superano per un solo decimo i +44.4°C di Kayes e Kiffa, nel nord del Mali, che rappresentano l’ormai vecchio record mensile di caldo di tutto l’emisfero boreale. Un dato di tutto rispetto, forse preludio di una primavera piuttosto torrida per l’intera Africa sub-sahariana, in attesa del passaggio zenitale del sole a nord dell’equatore. Diverse le stazioni sinottiche che sono riuscite a superare il muro dei +40°C +42°C, complice il costante soffio dell’arido e polveroso vento di “Harmattan” che ha contribuito a rinsecchire le masse d’aria, già piuttosto “roventi”, nei bassi strati.
Purtroppo il numero delle stazioni sinottiche presenti su un territorio cosi vasto, come quello dell’Africa sub-sahariana, è alquanto limitato, causa le esigue disponibilità economiche dei paesi africani e i continui conflitti, di natura interetnica e religiosa (inaspriti nel nord della Nigeria dopo la nascita della setta islamista di “Boko Haram”, associata ad Al Qaida), che da anni flagellano la regione a sud del Sahara. Ciò non ci permette di avere fra le mani dei dati omogeneamente distribuiti sul territorio che potrebbero far emergere persino dei record assoluti, in grado di compromettere i vecchi record. Nei prossimi giorni il forte riscaldamento comincerà ad isolare, nei medi e bassi strati, uno strato di aria molto calda e secca che stagnerà sopra le estese distese desertiche e semi-desertiche dell’Africa sub-sahariana e sul Sahara stesso, dove già si evidenzia la presenza di masse d’aria sempre più calde, con la comparsa delle isoterme diffusamente superiori ai +20°C +25°C alla quota di 850 hpa.


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