Con l’arrivo della primavera tutti gli anni è la solita storia: sintomi simili all’influenza, stanchezza, occhi arrossati, rinite allergica, asma, difficoltà di concentrazione e così via.
L’allergia può essere considerata la vera epidemia del nuovo millennio. Essa è un disturbo del sistema immunitario che provoca reazioni esagerate a causa di quelle sostanze che l’organismo considera nocive. Chi ne soffre ne sa qualcosa: proprio così, l’allergia primaverile può arrivare a rendere quasi impossibile la vita di chi vi è colpito.
Le forme più comuni e diffuse di allergia sono causate dai vari pollini aerei, responsabili dell’ infiammazione a livello nasale ma che spesso interessa anche le congiuntive.
I sintomi sono molto fastidiosi e spesso anche invalidanti: naso, gola e occhi iniziano a prudere . In breve segue lacrimazione, starnuti e secrezione nasale.
A causa di questi disturbi, il soggetto vive con maggiore tensione i rapporti verso l’ esterno e questa problematica di carattere psicologico genera un aumento dello stress nella mente dell’individuo. Lo stress, a sua volta, gioca un ruolo importante, sembra infatti che abbia la conseguenza di aumentare la sensibilità individuale all’allergia, è come il serpente che si morde la coda. Diventano inoltre frequenti anche le cefalee l’ insonnia e, in alcuni casi, si può arrivare ad una forma di depressione.
I principali responsabili delle allergie sono i pollini, in particolare quelli della betulla, del nocciolo, dell’ortica e della parietaria, che hanno tutti il loro periodo di massima concentrazione in primavera.
Altri elementi che possono scatenare reazioni allergiche sono gli acari, gli alimenti e i farmaci.
Di questi i primi si possono trovare in casa, con concentrazioni maggiori nella polvere e, a volte, nel pelo degli animali domestici.
Le intolleranze alimentari sono da ricercarsi nei conservanti, negli additivi di varia natura e nei coloranti. Per i medicinali, la ricerca è più complessa. In ogni caso è inutile evitare uno qualsiasi degli elementi che abbiamo elencato, senza prima aver fatto le dovute ricerche.
Un esempio di diagnosi è stato riportato nel mio libro “CHICCO E IL CANE”, in cui una giovane coppia, con una bambina affetta da asma allergico, doveva decidere se tenere in casa una cagnetta che avevano appena soccorso. Ne riporto un piccolo brano: «E Milly? Disse perplessa. Cosa facciamo se il pelo del cane dovesse provocare un danno alla nostra bambina? Una volta che lei si affeziona, sarà difficile darlo via.»
«Andremo subito dal Dott. Franceschi,» rispose Alex, «sicuramente ci dirà di fare finalmente le prove allergiche di cui abbiamo parlato più volte e così vedremo. Se il pelo del cane potrebbe provocare un peggioramento ai disturbi della bambina, metteremo subito un annuncio sul “Giornale di Ostia” e lo daremo a persone in grado di accudirlo ed amarlo come merita, prima che entrambi possano affezionarsi, altrimenti lo terremo.»
Altre notizie di carattere fisico e meteorologico sono sul blog http://alfiogiuffrida.blogspot.com/


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