Giove, il gigante del Sistema Solare, è un pianeta gassoso avvolto in nubi vorticose. La sua atmosfera presenta alcune macchie chiare sino ad oggi poco comprese, che gli astronomi chiamano “hot spot”, ovvero punti caldi. Ora, i ricercatori NASA del Goddard Space Flight Center in Greenbelt, nel Maryland, hanno trovato ulteriori immagini grazie alla sonda Cassini, che potrebbero svelare i misteri ancora irrisolti di queste formazioni. Il loro nome deriva dal fatto che nelle immagini ad infrarossi queste strutture appaiono brillanti, e quindi più calde, a differenza dello spettro visibile dove appaiono ombrate. Mettendo in successione le immagini acquisite nell’arco di due mesi, che ritraggono una porzione vasta quanto il Nord America, le indagini si sono soffermate a 7 gradi a nord dell’equatore gioviano. Gli scienziati sono arrivati alla conclusione che potrebbero rappresentare delle vere e proprie finestre nell’atmosfera di Giove sino agli strati in cui possono formarsi nubi d’acqua e che sarebbero governati da una gigantesca onda atmosferica. “Questa è la prima volta che è stato possibile seguire in dettaglio l’evoluzione nel tempo della forma e degli spostamenti di numerosi punti caldi, che è il modo migliore per apprezzare la dinamica di queste strutture atmosferiche” sottolinea Choi, del Goddard Space Flight Center della NASA.

Gli studi hanno permesso inoltre di mappare i venti attorno ad ogni hot spot ed esaminare le loro complesse interazioni con i vortici atmosferici. Con il risultato di ottenere così la prima misura diretta della velocità del vento nella corrente a getto, che oscilla tra 500 e 720 chilometri all’ora, molto più di quanto si pensasse finora. Le macchie atmosferiche invece sembrano muoversi a 362 chilometri all’ora. Il movimento di queste macchie delineano delle onde di Rossby simili a quelle presenti sul nostro pianeta, che possono interagire con il jet stream. Il movimento a livello planetario su Giove è da Ovest ad Est, che sale e scende per 24-50 chilometri di quota, invece che avere un movimento nord-sud. I risultati dettagliati saranno pubblicati nel numero di Aprile della rivista Icarus.


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