Ambiente, Earth day: per l’Italia è allarme-cemento, ogni giorno 288 ettari di terra in meno

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L’Italia ha perso negli ultimi 20 anni il 15% della terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono provocato da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di due decenni. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione dell’Earth day, la maxi mobilitazione mondiale, giunta alla 43ma edizione, in difesa dell’ambiente che prendera’ il via domani. In tutto il mondo, la giornata, voluta e supportata per il terzo anno consecutivo dalla Fao, sara’ scandita da eco-eventi per ribadire la necessita’ di uno sviluppo sostenibile. Ed e’ proprio approfittando dell’evento che la Coldiretti pone l’attenzione su una delle emergenze del nostro Paese. Ogni giorno – sottolinea l’associazione – viene sottratta terra agricola per un’area equivalente a circa 400 campi da calcio (288 ettari) con il risultato che in Italia oltre 5 milioni di cittadini si trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale. ”Fermare la cementificazione e il degrado del territorio, impedire la contaminazione transgenica e l’inquinamento industriale, offrire alimenti sicuri e genuini ma soprattutto affermare e trasmettere alle nuove generazioni un modello di sviluppo diverso e piu’ sostenibile e’ l’impegno degli agricoltori italiani per la giornata della terra”, assicura il presidente Sergio Marini. A sottolineare l’importanza dell’agricoltura come settore strategico per gli equilibri ambientali del pianeta e’ invece la Cia, che ne evidenzia la centralita’ a partire dal capitolo energia. L’associazione ricorda infatti che se verranno rispettati gli obiettivi europei, entro il 2020 il 45% delle rinnovabili verra’ dalle campagne, cioe’ dalla rivalutazione energetica degli scarti di campi e stalle. E oggi in Italia sono soprattutto i giovani a optare per la produzione di biomasse e biogas, una scelta ecologica in grado di diminuire l’impatto ambientale dell’impresa, ma anche una grande chance per dribblare la crisi. Proprio partendo da una parziale riconversione delle aziende agricole le campagne potrebbero arrivare a rifornire il nostro Paese non solo di cibo, ma anche di energia. Con un doppio vantaggio: fino a 20 miliardi di euro di risparmio in termini di costi e, soprattutto, un grande beneficio all’ambiente con 240 milioni di tonnellate in meno di Co2 nell’aria nei prossimi dieci anni.