Analisi statistica terremoti tra il XX ed il XXI secolo: cosa succede alla Terra?

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Oceano Indiano, 26 Dicembre 2004: una tremenda scossa di terremoto di magnitudo 9.1 e il conseguente tsunami che si abbatte sulle coste dell’isola di Sumatra, causano uno dei disastri più gravi della storia moderna. A perdere la vita sono quasi 230.000 persone. Cile, 27 Febbraio 2010: un terremoto di magnitudo 8.8 si abbatte a largo della costa del Maule, con oltre 520 morti accertati. Giappone, 11 Marzo 2011: un violento sisma di magnitudo 9.0 al largo della costa, è causa di un devastante tsunami che causa decine di migliaia di vittime. Verrà ricordato come il più devastante sisma della storia della nazione. Sono soltanto alcuni tragici eventi sismici che hanno sconvolto la Terra negli anni 2000, e che grazie ai media hanno assunto una popolarità globale. Ma quanti di noi sanno cos’è accaduto il 22 Maggio 1960? O il 23 Gennaio 1556? O ancora, il 28 Luglio 1976? Le date citate, rappresentano i più terribili terremoti della storia: il primo rappresenta quello più violento, accaduto in Cile, dove la terra tremò per ben 13 minuti e si alzarono onde di tsunami alte 25 metri. Gli altri due rappresentano i terremoti più disastrosi in termini di vite umane, che da soli causarono il decesso di oltre 1 milione di cittadini.

La sala dell'INGV - Credit: Meteoweb

Questa breve e semplice premessa ci fornisce una dimostrazione chiara di come la Terra sia stata sempre soggetta a questi eventi, senza eccezione alcuna. Non possono che essere di questo avviso le popolazioni sconvolte dai terremoti passati, tra i quali citiamo quello di Reggio e Messina, della Val di Noto, di Avezzano, di Nicastro, del Molise, dell’Irpinia, del Friuli; soltanto per citarne qualcuno. E’ la storia geologica della Terra, che noi conosciamo soltanto in parte, e che agli albori della formazione ha causato eventi che oggi non riusciremmo nemmeno a comprendere. La sismologia moderna ci consente di studiare soltanto un piccolo tratto di questo lungo percorso, capace, tuttavia, di infondere nella gente comune la capacità di tirare le somme sulle sorti del nostro pianeta, come se fossimo sempre stati presenti o come se avessimo potuto monitorare strumentalmente la storia della Terra. E’ pur vero che il trend degli eventi tende di continuo a cambiare, per cui è possibile analizzare dei cicli che possono interessare una vita umana, senza dover necessariamente citare eventi troppo lontani. Oggi la popolazione è più informata sui terremoti di quanto lo fosse in passato. In Italia l’espansione della Rete Sismica Nazionale Centralizzata, ha consentito nel corso degli anni di migliorare l’accuratezza delle localizzazioni dei terremoti e di aumentare il numero degli eventi registrati. E’ uno dei motivi per cui sembra che la Terra sia entrata in una sorta di orizzonte degli eventi.

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TERREMOTI IN AUMENTO? – Eppure, c’è qualcuno che a memoria d’uomo non ricorda tanti eventi sismici come gli ultimi tempi. Per far chiarezza, andiamo ad osservare l’andamento sismico degli ultimi 43 anni riguardo ai terremoti uguali o superiori alla magnitudo 5.0, che sono poi quelli che determinano danni a persone o cose e sono riscontrabili da tutti i sismografi. Dai dati si evince un sostanziale aumento negli anni 2000, ed in particolare tra il 2004 ed il 2011, che a quanto sostengono gli scienziati, rientra nella deviazione standard degli eventi dal 1900 ad oggi. Durante questi 8 anni, la media degli eventi tellurici supera le 2000 unità, contro i 1516 eventi registrati nel corso dei 35 anni rimanenti. Un dato notevole. Un’inversione di tendenza ha caratterizzato, tuttavia, il 2012, quando il numero degli eventi sismici è sceso addirittura sottomedia, determinando un calo considerevole, visto che proprio il 2011 aveva visto il più alto numero di terremoti dal 1970 (in riferimento ad una magnitudo >5.0). Anche i primi mesi del 2013 sembrano proseguire verso il nuovo trend, con pochi eventi rispetto alla media 2004-2011. I terremoti significativi, quindi, stanno aumentando negli ultimi anni? Considerando l’inversione di tendenza degli ultimi 16 mesi potremmo rispondere di no, anche se complessivamente gli anni 2000 hanno visto un’attività sicuramente più dinamica rispetto al trentennio precedente.

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I TERREMOTI PIU’ VIOLENTI – Per quanto riguarda i terremoti molto violenti, superiori alla magnitudo 7.0, recentemente uno studio dell’Università della California ha dimostrato che l’andamento di terremoti che sprigionano un’energia così devastante è in linea con le osservazioni effettuate negli ultimi 110 anni. Anche in questo caso, tuttavia, abbiamo voluto fornire un’analisi riguardante gli ultimi 43 anni. Nel 2010 si è avuto il picco più alto di terremoti uguali o superiori a questa magnitudo, a conferma della teoria che una media più elevata (tra il 2010 ed il 2011 gli eventi >5.0 sono stati superiori a qualsiasi biennio tra il periodo considerato) comporta il rischio di eventi più devastanti. In questa fascia, si evidenzia un periodo sostanzialmente tranquillo a cavallo degli anni ’60-’70-’80, ed in particolare nel 1986 e nel 1989, quando la Terra tremò violentemente per 6 e 7 volte rispettivamente, contro una media secolare di 16 volte. Non a caso, tra i 26 terremoti più violenti della storia, sono praticamente assenti i fenomeni registrati durante il trentennio 1971-2000. Per questo motivo l’aumento registrato negli anni ‘2000 ha infuso la sensazione apocalittica tra la gente comune, che ormai abituata ad un trentennio meno turbolento degli anni precedenti, è riuscita a valutare senza l’ausilio di strumenti una netta inversione di tendenza. Tra i terremoti violentissimi, superiori alla magnitudo 8.5, sono proprio gli anni 2000 ad avere il primato con 5 eventi, a cui seguono gli anni ’50-’60 e gli anni ’20.  Gli eventi molto violenti, quindi, seppur leggermente aumentati negli anni 2000 rispetto ai primi 6 decenni del XX secolo, hanno subìto un netto aumento rispetto al trentennio precedente. Questo ha fatto credere di trovarsi di fronte ad eventi mai accaduti, che in realtà si verificavano già prima degli anni ’70.

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I TERREMOTI IN FUTURO – Quest’analisi, che ha il solo scopo di valutare i terremoti degli ultimi anni, e che quindi non ha la presunzione di valutare trend geologici, ci permette di comprendere, qualora ce ne fosse bisogno, che i terremoti più violenti del secolo scorso si sono verificati negli anni ’60, e che di conseguenza quelli devastanti del Giappone o di Sumatra non rappresentano un’esclusiva. A partire dal 2004 la Terra è stata sconvolta a livello mondiale da terremoti molto forti e una media in aumento rispetto al trentennio precedente, che a sua volta rappresentava “un’oasi felice” rispetto agli anni precedenti, specie per gli anni ’80. L’attività geologica del nostro pianeta è stata sempre caratterizzata da queste vibrazioni della crosta terrestre, che a volte possono aumentare, altre volte decrescere. Ma nulla lascia presagire ad un pianeta in rivolta o alla fine dei tempi. La nostra umiltà dev’essere quella di inchinarci di fronte alla potenza della natura e comprendere che se anche fossimo in grado di prevedere i terremoti, non saremmo in grado di fermarli. L’unica certezza, a prescindere, è la prevenzione, che deve incanalarsi verso idee innovative; reti di sorveglianza sempre più all’avanguardia e abitazioni con criteri antisismici, rappresentano a nostro avviso l’unica strada utile per fronteggiare i terremoti. Abbiamo il dovere di rispettare il pianeta del quale siamo ospiti e adattarci ai suoi fenomeni. Seguendo questa linea, pur nascendo in uno spazio e in un tempo che non abbiamo scelto, potremo ritrovare l’originaria armonia con la natura che ci circonda. Gli enti competenti sono avvisati.