Guardate l’immagine satellitare: non farete fatica a notare alcuni punti dell’Appennino e delle Alpi “punteggiati” da nuvole. Non sono parte di sistemi di perturbazioni, ma rappresentano la normalità del periodo che va da aprile a settembre. Addirittura si segnala una minima attività temporalesca sull’Emilia Romagna.
Queste nubi si sviluppano a causa del surriscaldamento del terreno, in condizioni di lieve instabilità favorita dalla forma del pendio che facilita la risalita delle masse d’aria. La neve è ancora molta sulle catene montuose, e l’attività di cumulogenesi viene attenuata da questo fattore, poiché dove la neve è al suolo non c’è surriscaldamento, ma l’energia viene impiegata per lo scioglimento della neve.
L’effetto invece è massimo dove ci sono rocce, tanto che le termiche che si formano sopra di esse, ossia zone dove l’aria calda sale, sono sfruttate per il volo con il parapendio.


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