Delfini spiaggiati nel Tirreno, confermata ipotesi morbillo: tasso di mortalità finalmente in calo

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Frena bruscamente la strage di cetacei nei mari italiani e si avviano così a conclusione le ricerche degli scienziati della ‘Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi marini’ nata dalla collaborazione del ministero dell’Ambiente con il ministero della Salute. Il nuovo rapporto elaborato dalla Banca dati spiaggiamenti sembra far luce sul complicato mistero della straordinaria moria e afferma finalmente che “il tasso di mortalità appare bruscamente calato e mantenendosi questo trend potrebbe esaurirsi a breve”. Le nuove ricerche rafforzano l’ipotesi che la causa piu’ probabile della straordinaria moria sia il morbillivirus del delfino, riscontrato nel 30-40% dei corpi analizzati. Il virus, che ha colpito in maggioranza giovani esemplari della specie “stenella”, in questi mesi ha interessato una popolazione di delfini con età inferiore ai 15-20 anni (nel 96% delle carcasse analizzate), cioe’ animali nati dopo la mori’a del 1990-92 determinata da morbillo e quindi sprovvisti di anticorpi specifici per difendersi da questa malattia. Secondo gli scienziati, i cetacei erano fortemente indeboliti dal virus del morbillo e le loro difese immunitarie erano ridotte. Cio’ avrebbe aperto la strada all’azione di infezioni e altre malattie (come photobacterium damselae e virus dell’herpes), responsabili effettivi della morte degli animali.