Sale a trenta il numero di persone evacuate dalla zona di Tizzano, sull’Appennino Parmense, a causa di frane e smottamenti che ancora non si sono assestati, come nella zona di Capriglio, una delle criticita’ maggiori. La Provincia, attraverso i Comuni, ha raccolto 531 segnalazioni di cui 37 idrauliche, ma complessivamente quelle censite dall’ Agenzia regionale di Protezione Civile (comprensive anche delle denunce di Servizio Tecnico di Bacino, Aipo e Consorzio di Bonifica) sono 557. Gli edifici distrutti o fortemente danneggiati sono cinque, tre abitazioni e due unita’ produttive.
Sette sono le provinciali interrotte di cui due in due punti, sei invece le strade comunali inghiottite dalle frane e alle quali non c’e’ al momento alternativa, sei dunque le localita’ isolate per l’interruzione della viabilita’ comunale: Lasagnana (Tizzano Val Parma), totale nove persone con minori e anziani; Malora (Neviano degli Arduini), due abitazioni raggiungibili solo a piedi; Guardasone (Traversetolo), un’abitazione (Strada dei Laghi); Trinzola di Castione Baratti (Traversetolo) (dieci seconde case e quattro residenti); Case Prinzera (Fornovo di Taro), Bersatico (Lesignano de’Bagni). Oggi continuano gli incontri e i sopralluoghi con tecnici ed esperti, per valutare le situazioni di dissesto a partire dalle criticita’ di Capriglio e Boschetto. A Signatico la situazione e’ in miglioramento.
Nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio nelle zone maggiormente critiche del territorio e’ arrivato con alcuni collaboratori, per un sopralluogo, Nicola Casagli, docente di Scienze della terra all’Universita’ di Firenze, centro di competenza per il Dipartimento nazionale della Protezione civile. Casagli e’ arrivato nel Parmense per conto del Dipartimento nazionale e dell’Agenzia regionale di protezione civile. Triplice lo scopo del sopralluogo: valutare le influenze dei movimenti franosi sugli edifici, l’evoluzione dei movimenti e gli impatti sui corsi d’acqua. La situazione piu’ difficile a Capriglio: ”Si e’ rimobilizzata una frana di grandi dimensioni che ha prodotto danni a beni immobili ed edifici. Ora dobbiamo valutare la possibile evoluzione sia a monte che sui lati, e le possibili influenze sul corso d’acqua per prevedere eventuali sbarramenti o occlusioni. Sono frane in movimento che noi geologi chiamiamo ‘lente’, si stanno muovendo di circa due metri al giorno e questo durera’ per diverse settimane. E’ una frana di grandi dimensioni, una delle piu’ grandi che ho visto negli ultimi anni”, ha detto Casagli. Il lavoro proseguira’ con una verifica delle abitazioni interessate e lo studio delle mappe.
PARLAMENTARI SOLLECITANO GOVERNO – Un incontro urgente con il governo per sollecitare interventi idonei a fronteggiare l’emergenza frane in Emilia-Romagna. E’ l’impegno che hanno assunto i parlamentari modenesi durante il vertice con i sindaci dell’area montana e pedecollinare che si e’ svolto oggi alla Provincia di Modena. A convocare l’incontro il presidente della Provincia Emilio Sabattini, che ha consegnato ai parlamentari presenti – i senatori Cecilia Guerra, Stefano Vaccari e Carlo Giovanardi e gli onorevoli Giuditta Pini, Davide Baruffi e Matteo Richetti – un dossier che riepiloga le principali criticita’ territoriali, e che e’ alla base della richiesta di stato di calamita’ naturale avanzata nei giorni scorsi. Con un’azione bipartisan, i parlamentari non solo modenesi ma della regione Emilia-Romagna chiederanno l’adozione di provvedimenti ad hoc che, oltre a mettere a disposizione risorse economiche per gli interventi urgenti per la messa in sicurezza, consentano anche la programmazione delle opere di manutenzione. Sabattini ha sottolineato che la dimensione e la durata dei fenomeni in atto non e’ piu’ gestibile con le risorse locali. Ad oggi risultano gia’ evacuate diverse abitazioni, intere frazioni e borgate in montagna sono tenute monitorate per l’aggravarsi dei movimenti in atto, molti collegamenti stradali sono parzialmente o totalmente interrotti, con allungamento dei tempi di percorrenza sui percorsi stradali alternativi. Sotto osservazione, poi, le ricadute sulle attività economiche, in particolare per quanto riguarda l’agricoltura.


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