Emergenza inondazioni in molti paesi dell’Europa centro-orientale: gli effetti del disgelo primaverile dopo un Marzo molto rigido e nevoso

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Si nota il rialzo delle temperature (su cifre positive) su gran parte del continente

Dopo le forti nevicate ed il gelo dei giorni scorsi ora i paesi dell’Europa centro-orientale devono affrontare una nuova emerga; il rapido disgelo della neve con le conseguenti inondazioni. E’ proprio questo l’aspetto più negativo indotto dai primi tepori primaverili. L’enorme quantità di neve depositata sui terreni e nelle campagne di molti stati dell’Europa centro-orientale si sta velocemente sciogliendo, sia a causa del brusco rialzo termico che a seguito del soleggiamento di Aprile, sempre più intenso. Questi fattori stanno determinando un graduale rialzo dei valori termici che si portano su cifre decisamente positive (sopra gli 0°C) su gran parte dei paesi dell’Europa centro-orientale. Le situazioni più critiche al momento si registrano fra Croazia, Slovenia, Ungheria, Romania e Ucraina. Proprio in quei paesi flagellati, non meno di una settimana fa, da forti nevicate e tormente che avevano scaricato oltre 50-60 cm di neve fresca al piano. Ora tutta questa massa di neve si sta gradualmente sciogliendo, inondando d’acqua campagne, terreni agricoli, strade, centri abitati e città. Nella vicina Ungheria, proprio come in Romania, il veloce disgelo ha determinato delle inondazioni, con ben 145mila ettari già sommersi dalle acque. Stesso discorso anche in Romania, Moldavia e Ucraina, dove la fusione del compatto manto nevoso depositato nei giorni scorsi ha già messo sott’acqua molte aree pianeggianti. In Croazia si teme per le aree nei pressi della città di Ludbreg che rischiano di finire sott’acqua.

A Kiev, dopo gli oltre 50-60 cm di neve caduta nell’ultima decade di Marzo, il disgelo ha già allagato diverse aree periferiche della capitale ucraina. La pioggia caduta nelle ultime ore ha ulteriormente aggravato la situazione, dimezzando i cumuli di neve ancora esistenti. Tutti i principali fiumi e bacini idrografici che attraversano l’Europa orientale sono messi sotto osservazione per le imminenti ondate di piena che a detta delle autorità di protezione civile dei singoli paesi interessati potrebbero creare gravi criticità, interessando da vicino centri abitati e arterie stradali. Si teme soprattutto per la piena dei grandi fiumi, già gonfi, il cui livello medio continua ad aumentare di ora in ora. Purtroppo nei prossimi giorni si prevede un aggravamento della situazione per il passaggio della circolazione depressionaria, attualmente sull’Italia centrale, che dispenserà nuove piogge, a tratti anche intense e persistenti fra Romania ed est dell’Ungheria, dove si potranno verificare pure dei rovesci di pioggia. Queste precipitazioni scioglieranno definitivamente gli ultimi strati di neve ancora preesistenti presso il suolo, determinando ulteriori allagamenti e ingrossando notevolmente i vari corsi d’acqua, già stracarichi. Molte città ungheresi, rumene e ucraine entro il fine settimana rischiano di finire sommerse, con danni veramente ingenti, specie al settore agricolo, già duramente falcidiato dal rigido Marzo 2013. Risultato fra i più freddi e nevosi degli ultimi 50 anni.