Eruzione Etna, l’Ingv: “l’attività del vulcano sta cambiando, parossismi sempre più forti e frequenti”

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    L’eruzione di sabato pomeriggio sull’Etna ha lasciato il segno, e non solo per la spettacolarità dell’evento ma anche per i disagi dovuti alla pioggia di cenere e lapilli sul versante orientale del vulcano. L’area maggiormente colpita dalla ricaduta di cenere e lapilli è stata quella posizionata lungo la fascia costiera ionica, da poco a sud di Guardia-Mangano fino a Fiumefreddo, compresi gli abitati di Giarre, Riposto e Mascali, e più a monte, comprende Santa Venerina, Zafferana, Milo e Sant’Alfio.

    “E’ STATO UNO DEI PAROSSISMI PIU’ VIOLENTI, E LA SITUAZIONE NON E’ ANCORA RIENTRATA NELLA NORMALITA'” –Messo nel contesto dell’attività recente dell’Etna e in particolare del NSEC dal 2011 ad oggi, l’episodio di fontana di lava del 20 aprile è stato uno dei parossismi più violenti della sequenza eruttiva attuale, e segna un cambiamento notevole nella dinamica dell’attività del NSEC rispetto ai parossismi del 3 e 12 aprile“: lo spiegano gli esperti dell’Ingv. “Ciò si manifesta – continuano – innanzitutto nel ridursi della durata degli intervalli fra un parossismo e l’altro, da 18 giorni (fra gli episodi del 16 marzo e del 3 aprile) a due giorni fra gli ultimi due parossismi. Durante gli ultimi tre episodi, i tempi di “preludio” si sono progressivamente raccorciati; spicca in particolare l’evoluzione dai primi sbuffi di cenere alla fontana di lava sostenuta, che si è svolta nell’arco di un quarto di un’ora. Questo episodio si distingue inoltre per la relativa semplicità del teatro eruttivo, con tutta l’attività esplosiva concentrata allo stesso NSEC e tutta l’attività effusiva concentrata alla sola bocca eruttiva posta alla base sud-orientale del cono. Si nota infine che, dopo il parossismo del 20 aprile 2013, i parametri monitorati non sono rientrati su un livello “normale” (i.e. di calma), indicando una dinamica più “vivace” del vulcano rispetto alle ultime settimane“.

    EMERGENZA CENERE, APPELLO DI D’ASERO ALLA REGIONE –La Regione Siciliana invii uomini e mezzi del corpo forestale nei comuni colpiti dalla pioggia di cenere lavica dell’Etna che in questi giorni continua a flagellare tutta la zona ionica dell’isola”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Pdl all’Ars Nino D’Asero, che ”sollecita un immediato intervento per far fronte all’emergenza”. ”Le amministrazioni locali – aggiunge – in questo momento rischiano il tracollo e la protezione civile, il cui lavoro nobile cerca di lenire i grossi disagi, non e’ purtroppo in grado da sola a far fronte all’emergenza, che ricorda come il problema non sia solo economico ma soprattutto sanitario. La cenere dell’Etna e’ una calamita’ naturale che va affrontata con i dovuti strumenti, ma nell’immediato non si possono lasciare i sindaci da soli”.

    A corredo dell’articolo le foto di Boris Behncke e Laura Musarra più alcune immagini delle WebCam Ingv inserite nel resoconto dell’eruzione pubblicato dello stesso INGV.