Flora e fauna delle dune del Molise sono sempre più minacciate dalla cementificazione

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Mentre le dune costiere del Molise vengono candidate a patrimonio Unesco, l’associazione Ambiente Basso Molise denuncia attraverso il sui presidente, Luigi Lucchese, il fatto che ”a Nord di Termoli continuano abusi e soprusi su un territorio riconosciuto da tutti come di inestimabile valore scientifico, culturale e patrimoniale”. L’accusa scaturisce, in particolare, dalle concessioni rilasciate per la cementificazione del tratto di costa. ”Il giglio delle spiagge, la soldanella di mare, la silene colorata, la salsola kali, lo zigolo delle spiagge, l’ammofila arenaria, il verbasco, tutte piante che con il trascorrere del tempo lasciano lo spazio a cemento, a capanne, a panchine, a docce e scalinate – ha commentato Lucchese -. Alcune piante delle dune sono scomparse o divenute rarissime nei litorali sabbiosi a Nord del Molise, come nel caso della santolina delle spiagge, la portulaca marina e la pannocchia dei lidi. Senza poi parlare del Fratino – aggiunge Lucchese – il cui territorio viene occupato da capanne e cemento”. Nel chiedersi se ”su tutto lo spazio demaniale occupato venga o meno pagato il canone per la concessione”, l’associazione Ambiente Basso Molise conclude provocatoriamente domandandosi se il Fratino ”sia l’unico abusivo della costa molisana. Eppure – aggiunge – lui e’ l’unico autorizzato da madre natura a poter occupare ‘legalmente’ lo spazio demaniale e costiero, ed e’ l’unico che paga regolarmente la sua occupazione e la paga di anno in anno perche’ a lui tutti ‘rompono’ le uova”.