Freddo e neve sui rilievi piombano sulla Spagna, temperature in diminuzione fra Regno Unito e Francia

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Mentre i Balcani, buona parte dei paesi dell’est Europa ed il bacino centrale del Mediterraneo continuano ad essere interessati dal flusso caldo pre-frontale, di natura sub-tropicale continentale, che sale lungo il bordo orientale (quello ascendente) del “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota) isolatosi nel sud della Spagna, poco più ad ovest avviene l’esatto opposto. Attorno il ramo discendente dell’ampia saccatura nord oceanica, andata in “stretching” con il conseguente isolamento del “CUT-OFF” sulla Spagna meridionale, sta discendendo un vero e proprio blocco di aria sempre più fredda e umida, di tipo sub-polare marittima, che sta determinando un importante calo dei valori termici, fra Isole Britanniche, Francia e Spagna. In molte località, fra Inghilterra, Francia e nord della Spagna, per tutta la giornata di ieri il tempo è rimasto instabile e piuttosto piovoso, con temperature massime che in pieno giorno non riuscivano a varcare la soglia dei +10°C +11°C. Valori largamente sotto le medie del periodo si osservano pure fra l’Irlanda e l’Islanda, investite in pieno da questo affondo freddo dalle alte latitudini sub-polari. Vuoi anche per la persistenza delle precipitazioni e per il successivo afflusso di masse d’aria sempre più fredde in quota, nella libera atmosfera, che tendevano a propagarsi rapidamente verso gli strati più bassi della troposfera attraverso le precipitazioni, localmente anche a sfogo di rovescio.

Il flusso più freddo, d’estrazione sub-polare marittima, proveniente dal mar di Norvegia e dall’Atlantico settentrionale, scivolando lungo il lato occidentale dell’asse di saccatura che termina con il “CUT-OFF” sulla Spagna meridionale, ha raggiunto l’ovest della Francia e la Spagna, con l’isoterma di +0°C a 850 hpa sopraggiunta fin sul territorio iberico, mentre la quota dello zero termico è scesa irrimediabilmente sotto i 1300-1200 metri sul nord della Spagna. Ciò ha consentito pure il ritorno della neve fresca sui principali comprensori montuosi della Spagna centro-settentrionale, come sui vicini Pirenei. Gli accumuli più importanti, come capita sovente in queste configurazioni, si sono registrati sui rilievi Cantabrici, dove sopra i 1200-1300 il manto bianco ha superato i 10-15 cm di spessore, con punte di oltre i 20-30 cm man mano che si sale di quota. Altre nevicate degne di nota, per il mese di Aprile, hanno tinto di bianco le montagne del Sistema Centrale e i rilievi del Sistema Iberico, nel cuore della Spagna. La neve, nel corso della giornata di ieri, durante i rovesci e le precipitazioni che aggiravano la circolazione depressionaria in quota, colma di aria molto fredda nella libera atmosfera, è tornata ad imbiancare diversi villaggi e paesi di montagna, fra le Asturie, la Navarra e le aree montuose delle province Basche.

Nella città di Vitoria, a poco più di 500 metri, ha piovuto in modo persistente con temperature scese a +5°C +4°C. A quote un po’ più elevate, come ai quasi 900 metri di Burgos, ai piedi della Sierra de La Demanda, si sono avute precipitazioni di pioggia mista a neve. Anche nella capitale Madrid l’influenza del nocciolo freddo in quota, connesso al “CUT-OFF” a ridosso dell’Andalucia e Gibilterra, ha mantenuto le temperature su valori piuttosto bassi per l’ultima decade del mese di Aprile. Nel corso delle ultime 24-36 ore sulla bella capitale spagnola si sono avute delle piogge sparse, con temperature scese fino a +4°C +3°C. Valori piuttosto bassi che tendono ad inasprire, in modo anche sensibile, l’incredibile “gradiente termico” esistente con l’Italia meridionale ed il bacino centrale del mar Mediterraneo, con differenze di oltre i +15°C +20°C se si pensa che in Sicilia è stato sfondato il muro dei +31°C +32°C all’ombra. Frutto della preponderante avvezione calda enfatizzata dalla semi-permanenza del “CUT-OFF” nel sud dell’Iberia, impossibilitato ad evolvere verso levante, visto la presenza del robusto anticiclone sub-tropicale di blocco sull’Europa orientale, che erge un vero e proprio muro nei confronti dell’umido flusso zonale atlantico.