Gli eventi estremi dell’estate 2010: la storica ondata di calore in Russia e le drammatiche inondazioni in Pakistan furono causate da un blocco della circolazione atmosferica?

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Quella del 2010 è stata un’estate piena zeppa di grandi eventi climatici di portata estrema, fra ondate di calore straordinarie e pesanti inondazioni, che hanno flagellato varie aree dell’emisfero boreale. Durante quel periodo, precisamente nel mese di Luglio, dopo una eccezionale fase di grande caldo (con i termometri più volte saliti oltre il muro dei +50°C), il Pakistan sperimentò una delle peggiori alluvionali della sua storia. L’evento principale responsabile delle gravissime alluvioni si è verificato a cavallo fra il 26 e il 29 Luglio, quando in quattro giorni di piogge battenti e forti rovesci in una vasta area del Pakistan centro-settentrionale, come sull’area attorno la città di Peshawar si accumularono ben oltre 300 mm d’acqua. Si stima che lungo il versante meridionale dei rilievi dell’Hindu Kush, a causa dell’azione dello “stau” (sbarramento orografico) alle umide correnti del “Monsone di SO” in risalita dal mare Arabico, gli apporti pluviometrici lambirono i 400 mm.

La piena del fiume Indo ripresa dal satellite Acqua della NASA

In pratica sui monti del Pakistan settentrionale si è riversata una autentica valanga d’acqua che ha poi sommerso le sottostanti pianure del Punjab e del Sind. Successivamente, fra il 2 e l’8 Agosto, altre forti precipitazioni, anche a sfogo temporalesco, avevano colpito il Pakistan meridionale, aggravando gli effetti delle inondazioni su gran parte dello stato asiatico. Più di 1500 persone sono decedute e oltre 20 milioni di persone sono state sfollate come gran parte del terreno agricolo del Pakistan sono stati inondati. In termini di numero di persone colpite, le Nazioni Unite hanno valutato il diluvio come la più grande crisi umanitaria nella storia recente. Il totale delle precipitazioni monsoniche stagionali per il Pakistan è stato il quarto più alto mai registrato, e il più alto dal 1994. In quegli stessi mesi, nella parte occidentale dell’India e nel sud della Cina, si abbatterono nuove grandi inondazioni, le più significative dal 1998, con un ingente numero di danni e di morti. Le inondazioni si sono estese anche alla penisola coreana. Tuttavia, le precipitazioni monsoniche  sono risultate solo del 2% superiore al normale in gran parte dell’India, mentre accumuli complessivi al di sotto della media climatica si sono registrati nel nord-est dell’India e del Bangladesh, dove si è sperimentata l’estate più secca dal 1994.

Gli incendi della taiga siberiana nel Luglio 2010

Ma mentre il Pakistan e la Cina meridionale affogavano sott’acqua, in quegli stessi giorni l’emisfero boreale sperimentava ondate di calore eccezionali in varie parti dell’Eurasia. Il caldo più estremo è stato concentrato sulla Russia europea, con un apice da inizio Luglio a metà Agosto, anche se le temperature erano ben sopra la norma a partire da Maggio. A Mosca, nel Luglio 2010, le temperature medie sono state di circa +7.6 °C superiore alla norma. Una grandissima anomalia finora mai verificata sulla capitale russa da quando esistono le rilevazioni. Una temperatura record per la città è stata fissata il 29 Luglio, allorquando il termometro salì fino a +38.2°C. In totale su Mosca la colonnina di mercurio ha varcato ampiamente la soglia dei +30°C per 33 giorni consecutivi. In molte località della Russia europea la temperature media è stata di ben +5°C +6°C rispetto alla media del periodo. Il calore è stata accompagnato da incendi forestali distruttive, mentre la grave siccità, in particolare nella regione del Volga, ha portato cattivi raccolti diffuse. Anche i paesi limitrofi sono stati colpiti, con temperature estreme fino a più di +34°C +35°C registrate in Finlandia, Ucraina e Bielorussia. Quella del 2010 è stata un estate molto calda pure in molte altre parti dell’Eurasia e dell’Africa settentrionale. L’Estremo Oriente russo ha registrato temperature medie ben al di sopra del normale, che in combinazione con il caldo estremo verificatosi sulla Russia europea, hanno  determinata l’estate più calda di sempre mai registrata sull’intero territorio russo. Anche il Giappone e la Cina hanno avuto l’estate più calda della storia. Nella prima parte dell’anno, invece, si è verificata una eccezionale ondata di calore “pre-monsonica” in Asia meridionale, con una temperatura estrema di ben +53.5°C nel sito archeologico di Mohenjodaro il 26 Maggio 2010. Valore che tuttora rappresenta il nuovo record nazionale di caldo per il Pakistan e la temperatura più alta registrata in Asia.

La storica ondata di calore in Russia e le drammatiche inondazioni in Pakistan furono causate da un blocco della circolazione atmosferica?

Gli incredibili eventi atmosferici che si realizzarono nell’estate del 2010 furono determinati da un blocco della circolazione atmosferica, definito dai climatologi con il termine di “blocco Omega”. Tale blocco alla circolazione atmosferica, avvenuto proprio al traverso della Russia europea, ha in pratica rallentato il ramo principale del “getto polare”, con l’effetto di frenare l’imponente “onda di Rossby” sviluppatasi (onda anticiclonica), impedendo la normale progressione dei sistemi meteorologici da ovest a est. Il persistente regime anticiclonico, rimasto immobile per oltre un mese, ha rallentato il normale trasferimento di umidità dal suolo verso l’atmosfera, favorendo la deumidificazione dell’atmosfera, mentre la vegetazione sopra la taiga si è seccata, fino ad essere letteralmente bruciata dagli incendi e dal sole cocente. Al contempo più a sud, il blocco della circolazione atmosferica sopra la Russia europea, ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione monsonica estiva da SO, piegandola più verso il Pakistan che in direzione dell’India, a causa della discesa di un ramo del “getto sub-tropicale” fino al nord del Pakistan e nell’area montuosa dell’Hindu Kush. In pratica, la persistenza del ramo discendente del “getto sub-ropicale” sul nord del Pakistan, ha originato una circolazione depressionaria sull’area pakistana che ha deviato gli umidi venti monsonici, i quali invece di puntare verso nord-est, si sono spinti verso nord e nord-ovest, investendo in pieno il paese asiatico. Una significativo cambiamento che ha originato le precipitazioni torrenziali su buona parte del Pakistan settentrionale, con apporti di oltre 300-400 mm in quattro giorni.