La stagione calda inizia ad entrare nella sua fase clou lungo la fascia tropicale, a causa dei passaggi “zenitali” del sole a nord dell’equatore. In questi ultimi giorni il caldo si sta ulteriormente rafforzando, soprattutto nelle aree continentali, dove stazionano i solidi anticicloni sub-tropicali, ben strutturati fino all’alta troposfera. Dall’India al Messico, passando per le aree dell’Africa sub-sahariana e i paesi dell’Asia meridionale e dell’America centrale, è un continuo susseguirsi di ondate di calore, con i termometri che schizzano abbondantemente al di sopra del muro dei +40°C all’ombra, con punte di oltre i +45°C +46°C nel cuore dell’area saheliana e lungo le zone desertiche più interne della penisola Arabica, dove domina un robusto regime anticiclonico, di tanto in tanto disturbato dal passaggio del ramo principale del “getto sub-tropicale”, che dal Sahara si muove rapidamente in direzione della penisola Arabica, proseguendo in direzione dell’Iran, Pakistan ed India. In queste ultime due settimana va sottolineato l’intenso riscaldamento che si sta verificando sul sub-continente indiano, dove sta entrando di scena la fase pre-monsonica, che solitamente culmina con una forte ondata di calore, che fra Maggio e inizio Giugno abbraccia buona parte dell’India e il Pakistan, facendo lievitare i termometri fino oltre il muro dei +47°C +48°C, con picchi isolati di +49°C, avvicinandosi occasionalmente pure ai fatidici +50°C.
Questi picchi estremi solitamente si archiviano sempre nelle stesse zone, quelle penalizzate dall’orografia, spesso ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici che si attivano sul territorio arido e semi-desertico del territorio pakistano. Basta ricordare che in Pakistan il sito archeologico di Moen Jo Daro è il detentore del record di caldo asiatico assoluto e del secondo valore termico più alto al mondo, con gli storici +53.5°C stabiliti il 26 Maggio 2010, quando la città di Sibi si attestò sui +53.0°C. Nelle prossime settimana il caldo qui diventerà sempre più feroce, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit”, il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriranno notevolmente la gran calura che tenderà ad accumularsi nei medi e bassi strati. Attualmente i picchi di massima calura, sommati ad elevati tassi di umidità relativa che determinano un effetto afa micidiale, si stanno registrando sull’India meridionale, dove diffusamente la colonnina di mercurio varca il muro dei +40°C in pieno giorno. Su tutti spicca il dato della città di Nellore che in questi giorni ha segnato una temperatura massima di oltre i +43.9°C. Tale temperatura è stata accompagnata da tassi di umidità relativa che hanno portato l’heat index su livelli davvero insostenibili per la popolazione locale, creando un effetto afa a dir poco micidiale.
Nellore del resto è la città più calda dell’India, anzi la possiamo considerare una delle città più calde della Terra, se consideriamo che la temperatura media annuale si aggira sui +29.2°C, mentre l’umidita media la rende sicuramente uno dei luoghi più afosi. Un clima insopportabile per chi non è abituato a convivere con simili valori di heat index. In altre città dell’India meridionale le medie delle temperature massime sono sempre superiori ai +39°C +40°C all’ombra, cifre che spesso si associano ad alti indici di umidità relativa che contribuiscono a rendere ancora più soffocante la calura. Ma il caldo eccezionale, indotto dall’avvicinamento del sole allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sopra la linea dell’orizzonte nelle ore centrali del giorno), lo si avverte persino sulle isole Andamane, dove sono caduti importanti record assoluti. Questo è il caso di Port Blair che per la terza volta in poche settimane è riuscita a migliorare il suo record di caldo assoluto che è passato da +36.4°C a +36.5°C, per poi salire fino a +36.6°C e ora +36.7°C. Una successione davvero notevole, andata avanti per più settimane, con la complicità delle elevate temperature delle acque superficiali del mare delle Andamane. Entro la prima decade di Maggio il caldo inizierà a fare sul serio anche sugli stati dell’India centrale e sul Pakistan meridionale.
Spostandoci sul continente africano il caldo in questi giorni sta cominciando ad arroventare per bene l’intera fascia meridionale sahariana, dal Sudan fino all’entroterra interno del Senegal e della Mauritania. Proprio nelle aree più interne del Senegal, in settimana, sono state registrate temperature massime di oltre i +47°C +48°C all’ombra. Da notare, però, come se sull’entroterra interno senegalese siamo ormai entrati nella fase clou del periodo più caldo dell’anno, lungo le aree costiere, come sulla capitale Dakar, il clima diviene molto più fresco e umido, vista la notevole influenza oceanica con le sue miti brezze. Ciò spiega perché fra Dakar e la città di Matam abbiamo una ventina di gradi di differenza nelle temperature. Non va meglio neppure in Messico e negli stati dell’America centrale, dove la calura è in costante ascesa, giorno dopo giorno. L’altopiano interno messicano in questi giorni inizia a surriscaldarsi, con i primi +37°C sopra i 1500 metri di altezza. Una temperatura massima di +37.8°C si è raggiunta a Oaxaca, a circa 1550 metri, mentre un valore di +36.6°C è stato archiviato ai 1900 metri di Morelia. Temperature sopra i +36°C si sono toccate anche a Guadalajara, mentre +29°C si sono segnati ai 2700 metri di Toluca de Lerdo. Molto caldo anche in America centrale che sta cominciando a bollire. Del resto lo “Zenit” sta passando verso nord, attualmente si trova nel nord del Costa Rica, dove in questi giorni, nel mezzogiorno astronomico, un oggetto perpendicolare non fa nessuna ombra.


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