Il monitoraggio del “supervulcano” Yellowstone (Video)

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Credit: National Park Service

Il Parco Nazionale di Yellowstone è visitato ogni anno da circa quattro milioni di turisti. Eppure, proprio in quest’area, si sono verificate tre delle eruzioni vulcaniche più catastrofiche della storia geologica della Terra. La camera magmatica responsabile di tali esplosioni è ancora li sotto, e continua ad emanare calore, vapore e a creare lenti movimenti (geologici) del parco.  Si pensa che Yellowstone si trovi al di sopra di una vasta area che in geologia viene denominata punto caldo, in cui lo strato di roccia fusa sottostante la crosta terrestre tende a uscire in superficie, molto similmente all’attività dei vulcani veri e propri. La caldera, vasta circa 72 chilometri, ha generato una successione di violente eruzioni e colate di lava basaltica che hanno dato vita alla parte orientale dello Snake River Plai. In realtà il supervulcano non è formato da una sola caldera, ma da più caldere vicine tra di loro, che progressivamente si vanno estendendo in parte del Nevada, dell’Oregon e dell’area orientale dello Snake River Plain, per terminare nello Yellowstone Plateau. Geologi, vulcanologi, sismologi, monitorano costantemente l’attività del supervulcano, al fine di captare i segnali della sua vita vulcanica. E’ sicuramente uno dei luoghi più monitorati al mondo.