La dieta in “stile occidentale” riduce la probabilità di un invecchiamento sano

MeteoWeb
Credit: © draghicich / Fotolia

I dati di un nuovo studio britannico suggeriscono che l’adesione ad una dieta in “stile occidentale”, con presenza di cibi fritti e dolci, carni lavorate e rosse, cereali raffinati e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi, riduce la probabilità di raggiungere una veneranda età in buono stato di salute e con una maggiore funzionalità. “L’impatto della dieta su malattie legate ad età specifiche è stato ampiamente studiato, ma pochi studi hanno adottato un approccio olistico per determinare l’associazione della dieta con uno stato generale di salute in età più avanzata”, sostiene Tasnime Akbaraly, autore dello studio. Il team di ricerca ha cercato inoltre di identificare i fattori dietetici che possono non solo prevenire la morte prematura, ma anche promuovere l’invecchiamento ideale. I ricercatori hanno seguito 3.775 uomini e 1.575 donne tra il 1985 ed il 2009, con una età media di 51 anni. Usando una combinazione di dati ospedalieri, risultati di proiezioni effettuate ogni cinque anni, e dei dati del Registro di sistema, gli investigatori hanno identificato la mortalità e le malattie croniche tra i partecipanti. I risultati, classificati in 5 categorie sono stati:

  • 1. Invecchiamento ideale, definito come privo di condizioni croniche e alte prestazioni nei test di funzionalità fisica, mentale e cognitivo – 4,0 per cento
  • 2. Non grave evento cardiovascolare – 12,7 per cento
  • 3. Morte cardiovascolare – 2,8 per cento
  • 4. Morte non dovuta a problemi cardiovascolari – 7,3 per cento
  • 5. Normale invecchiamento – 73,2 per cento

Coloro i quali hanno seguito una “dieta di tipo occidentale”, che consiste di cibi fritti e dolci, prodotti alimentari trasformati e carni rosse, cereali raffinati, e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi, hanno abbassato le loro possibilità di invecchiamento ideale. “Abbiamo dimostrato che seguendo raccomandazioni dietetiche specifiche, può rivelarsi utile per ridurre il rischio di un invecchiamento poco sano. Evitare i “cibi di tipo occidentale” potrebbe effettivamente migliorare la possibilità di raggiungere età più avanzate in assenza di malattie croniche e rimanendo altamente funzionali”, osserva il dottor Akbaraly. Una migliore comprensione di questi fattori può facilitare i miglioramenti nei pacchetti di prevenzione per la salute pubblica, conclude il ricercatore. I risultati dello studio appariranno in modo dettagliato nel numero di Maggio della rivista “The American Journal of Medicine”.