Le emissioni di Co2 in Italia sono crollate del 5% negli ultimi 20 anni

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Nel 2011 le emissioni di Co2 equivalenti sono stimate a 490 milioni di tonnellate, circa il 5% in meno del livello 1990. L’Italia, pero’, rimane il quarto paese europeo per emissioni dopo Germania, Regno Unito e Francia. Lo rileva ‘Ambiente Italia 2013′, rapporto annuale di Legambiente realizzato in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia, presentato oggi. Nel 2011 la produzione di energia ha rappresentato il 31% del totale delle emissioni climalteranti italiane, i trasporti il 27%, l’energia per usi civili il 20%, l’energia per l’industria il 14%, l’agricoltura il 7,8%, i processi industriali il 7,5% e, infine, i rifiuti il 4,2%. Le riduzioni piu’ consistenti si registrano per quei composti di cui e’ stato eliminato o fortemente ridotto l’utilizzo (come il piombo o l’anidride solforosa) o per cui sono state imposte specifiche misure di controllo e depurazione. Di gran lunga meno efficaci i risultati sulle emissioni polveri sottili che si sono ridotte su scala europea del 26% (del 17% in Italia) sul periodo 1990-2010, ma sono cresciute nel 2010 rispetto al 2009 (sia nella Ue sia in Italia). La riduzione delle emissioni di metalli pesanti, in alcuni casi altamente tossici e cancerogeni, e’ stata rilevante su scala europea, ma molto piu’ bassa in Italia. Anche per gli inquinanti organici persistenti, come i Pcb o le diossine, le riduzioni conseguite in Italia sono state meno ampie rispetto a quelle medie europee.