Le eruzioni dell’Etna e tutti i rischi legati alla cenere vulcanica

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In questi giorni l’Etna, il vulcano più grande d’Italia e d’Europa, continua a dare spettacolo e fare parlare di se. Secondo gli esperti attualmente non c’è alcun pericolo che la lava possa riversarsi su delle zone abitate, costituendo così una minaccia diretta pe le persone che vivono alle falde del vulcano. Tuttavia gli episodi più recenti, risalenti ai primi giorni di aprile, sono stati particolarmente intensi ed hanno causato delle scosse sismiche e dei boati che sono stati avvertiti dalla popolazione, anche a molti chilometri di distanza. Questa intensa attività preoccupa le popolazioni che abitano nelle zone limitrofe, soggette inoltre ad una continua caduta di cenere e lapilli.

I problemi legati alla cenere vulcanica sono parecchi: anzitutto il fatto che essa che ricopre le strade, rendendole scivolose per le auto e,  soprattutto, per le moto, per cui occorre emettere delle ordinanze per limitare la velocità e rimuoverla velocemente, altrimenti i rischi sono notevoli.

Altro elemento importante è il fatto che la sua inalazione può causare problemi a coloro il cui sistema respiratorio è già compromesso a causa di malattie quali l’asma o l’enfisema. Un’esposizione prolungata alle ceneri più sottili (con dimensioni inferiori o uguali a 10 micron), può causare infatti dei notevoli disturbi all’apparato respiratorio. Anche il contatto con gli occhi può determinare abrasioni corneali e pericolose congiuntiviti, soprattutto per coloro che portano lenti a contatto.

Infine esse rappresentano un problema per la circolazione aerea. Nel 1982, in Indonesia, durante una eruzione vulcanica, un Boeing 747 della British Airways attraversò una nube di ceneri vulcaniche che inceppò tutti e 4 i motori. In quella occasione, fortunatamente, il comandante del velivolo riuscì a salvare i passeggeri con un atterraggio di emergenza, ma l’aereo, sottoposto successivamente a revisione completa, presentò ingenti danni ai motori ad altre parti meccaniche sensibili all’azione della polvere vulcanica.

Tre anni fa, ad aprile 2010, il vulcano islandese Eyjafjallajökul mise in ginocchio i trasporti aerei sull’Europa del nord, con una colonna di fumo e ceneri che si estese fino alla Francia. L’anno successivo, a maggio, fu di nuovo un vulcano islandese, lo Grímsvötn, a dare uno spettacolo impressionante della forza della natura e causare la cancellazione di gran parte dei voli che transitano sul Mare del Nord.

In Sicilia, per adesso, le ceneri vulcaniche presenti in cielo non hanno causato disservizi al traffico aereo dell’aeroporto di Catania di Fontanarossa, ma il livello di attenzione è sempre al massimo.

In Italia, il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica ha il compito di monitorare e, all’occorrenza, emettere appositi avvisi di sicurezza per la navigazione aerea, denominati SIGMET, per le ceneri vulcaniche emesse dall’Etna.

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