L’Iran, un paese flagellato dai terremoti: i precedenti

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Immagine d'archivio

L’Iran non è nuovo ai terremoti devastanti: l’ultimo qualche ora fa, di magnitudo 6.2, il cui bilancio provvisorio parla di 30 morti e 800 feriti. Il paese, situato su diverse e importanti faglie sismiche ha visto il più grave terremoto dell’ultimo periodo nel Dicembre 2003: magnitudo 6.6. Provocò circa 31 mila vittime e devastò il sud est del paese, distruggendo anche l’antica città di Bam. Nel mese di Maggio 1997 un violento sisma di magnitudo 7.1 e con epicentro nella regione del Khorassan, causò la morte di oltre 1600 persone. Solo due mesi prima un’altra scossa disastrosa, vicino alla città nord-occidentale di Ardebil, costò la vita a un migliaio di persone mentre 35 mila rimasero senza casa. Giugno 1990: morirono circa 40.000 persone e un altro mezzo milione rimase senza tetto nella regione del Ghilan. Settembre 1978: pochi mesi prima della rivoluzione islamica, si contarono 25 mila vittime nella regione orientale del Khorassan per un sisma di magnitudo di 7,7. In quell’occasione fu interamente distrutta la città-oasi di Tabas, considerata alla stregua di un museo per le sue bellezze architettoniche. Aprile 1972: furono 5.000 i morti per un terremoto che colpì la regione meridionale di Qir. Agosto 1968: un sisma di 7,2 gradi Richter causò circa 11.600 morti nella provincia di Khorassan nel nordest del Paese. Settembre 1962: oltre 12.000 morti nelle regioni di Qazvin Hamadan Saveh per un terremoto di magnitudo 7,2. Oltre a questi disastri maggiori, dall’inizio del secolo scorso almeno 30 scosse sismiche hanno causato in Iran la morte di più di 70.000 persone. E gran parte delle costruzioni non è costruita con criteri antisismici.