L’oceano Indiano meridionale sta per sfornare un nuovo ciclone tropicale: punterà verso le Mauritius?

La scorsa settimana, in un dettagliato articolo, avevamo messo in evidenza come sull’oceano Indiano sia già entrata di scena la fase di inversione dei monsoni. La graduale risalita verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” e il considerevole riscaldamento del continente sub-indiano e delle aree più interne dell’Asia meridionale, dal Bangladesh alla Thailandia e al Vietnam, a causa dell’avvicinamento del sole allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sulla linea dell’orizzonte nelle ore centrali del giorno), stanno contribuendo ad arrestare definitivamente il “Monsone di NE”, aprendo la nota fase “intermonsonica” (favorevole allo sviluppo di insidiosi cicloni tropicali) che segna l’inversione della circolazione monsonica, dal pattern invernale a quello estivo. Non per caso, proprio in questi giorni, sopra le caldissime acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, intorno i 10° di latitudine sud, si sono sviluppate due differenti perturbazioni tropicali, evolute successivamente in depressioni tropicali, con un minimo barico centrale sceso sotto i 1004-1002 hpa e una ben strutturata circolazione ciclonica dei venti nei medi e bassi strati. La prima di queste depressioni tropicali, sviluppatasi nel tratto di oceano a sud-ovest dell’isola di Sumatra, non è riuscita ad organizzarsi ulteriormente, pur spostandosi al di sotto dei 10° di latitudine sud, dove l’effetto di Coriolis è sufficiente ad imprimere una certa rotazione che mantiene in vita la circolazione di bassa pressione.

La seconda depressione tropicale, più ad est, invece è riuscita a rafforzarsi sensibilmente, passando sopra un ampio tratto di acque superficiali molto calde, con valori prossimi ai +29°C +30°C (ambiente più che ideale per la formazione di un ciclone tropicale) che hanno ben alimentato l’attività convettiva al centro del sistema perturbato. La formazione di questo vortice tropicale è da ricondurre all’interazione fra la ventilazione dai quadranti occidentali che in questi giorni si è attivata lungo l’oceano Indiano equatoriale (nel tratto fra i 65° est e i 100° est di longitudine) con il flusso da E-SE e SE, legato all’Aliseo di SE, attivo sull’oceano Indiano meridionale (sotto i 5° di latitudine sud). Nella giornata di ieri la depressione tropicale, causa il notevole rinvigorimento dell’attività temporalesca su quasi tutti i lati della circolazione ciclonica, si è ulteriormente approfondita, al punto da essere promossa ufficialmente in una tempesta tropicale, con venti medi sostenuti fino a 72 km/h e raffiche di picco ad oltre gli 80-90 km/h nell’area a ridosso del minimo barico centrale. La struttura, attualmente posizionata in mezzo all’oceano Indiano meridionale, attorno gli 11° di latitudine sud e i 68° di longitudine est, pur essendo ancora giovane e piuttosto ristretta, presenta al proprio interno una convenzione esplosiva che tende a rafforzarla.

Le tendenze ad un rapido rinforzo, per le prossime 24-48 ore, vengono confermate dal fatto che la tropical storm, muovendosi lentamente verso ovest, sopra acque molto calde, si troverà in un ambiente ideale, avendo a disposizione masse d’aria calda e molto umide nei bassi strati, mentre in quota il “Wind Shear” sarà alquanto debole e non ostacolerà l’attività convettiva, piuttosto intensa. Fra oggi e domani la tempesta tropicale, pur intensificandosi, arrivando a raggiungere con molta probabilità lo status di ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, continuerà a muoversi verso ovest e ovest-sud/ovest, rimanendo relegata in pieno oceano, senza rappresentare alcuna minaccia. Difatti, i forti venti ciclonici e le forti precipitazioni rimarranno concentrate in mare aperto. Ma nella notte fra domani e mercoledì il probabile ciclone, intensificandosi ulteriormente (alcuni modelli prevedono una intensificazione fino alla 2^ categoria Saffir-Simpson), comincerà a virare dapprima verso sud-ovest e sud-sud/ovest, puntando verso i bellissimi atolli a nord delle Mauritius.

Nella giornata di mercoledì il ciclone tropicale, stimato sulla 2^ categoria Saffir-Simpson, presentando dei venti medi sostenuti ad oltre 150-160 km/h, e spingendosi verso sud-sud/ovest, comincerà ad avvicinarsi alle isole a nord delle Mauritius, dove si assisterà ad un considerevole aumento della ventilazione orientale e del moto ondoso da essa determinato. Di certo, considerati gli elevati valori delle acque superficiali, il ciclone potrebbe temporaneamente toccare persino la 3^ categoria, prima di scivolare sui 20° di latitudine sud. Ancora non è del tutto chiaro se fra giovedì e venerdì il ciclone tropicale possa mantenere buona parte del suo potenziale originario per passare molto vicino alle Mauritius o sfiorarle per poco, producendo su queste degli effetti indiretti, traducibili in un temporaneo rinforzo dei venti, dapprima da E-SE e Est in rapida rotazione dai quadranti meridionali, e in forti acquazzoni. Troppo presto per dirlo, ma per esserne certi occorre monitorare con grande attenzione la sua futura traiettoria. Da questa si capirà se realmente questa tempesta possa rappresentare una seria minaccia per le Mauritius e gli arcipelaghi limitrofi.