
Una incredibile ondata di calore nella giornata di ieri ha investito l’arcipelago delle Seychelles, a largo delle coste dell’Africa orientale, dove per la prima volta da quando si effettuano le rilevazioni il termometro ha sfiorato la soglia dei +35°C, con una massima assoluta di ben +34.8°C all’ombra all’aeroporto internazionale. Con i +34.8°C di ieri il record assoluto di caldo dell’arcipelago africano è stato letteralmente sbriciolato. Finora mai si era arrivati cosi in alto nel piccolo arcipelago africano. Anche se parliamo di soli 6-7 decimi di scarto, bisogna ricordarsi che ci troviamo di fronte ad uno dei climi più omogenei del pianeta, visto che le Seychelles sono immerse in mezzo all’oceano Indiano occidentale, a debita distanza dalle terre del Corno d’Africa. Esse sono totalmente fuori portata da una qualsivoglia influenza continentale. Gli estremi termici dell’aeroporto internazionale, che erano rispettivamente di +19.6°C la minima e di +34.1°C la massima, poi ritoccata a +34.2°C, mettono in evidenza proprio la grande omogeneità climatica di queste bellissime isole, pesantemente influenzate dal calore latente sprigionato dalle acque superficiali dell’oceano Indiano tropicale.
L’influenza oceanica impedisce le brusche scaldate. La mancanza di importanti rilievi non permette alcun effetto favonico capace di far innalzare le temperature su valori considerevoli. Il precedente record di temperatura massima più alta, di +34.2°C, ora è stato fatto a pezzi in un solo colpo, con +34.8°C di ieri. Quasi ogni anno alle Seychelles si superano i +33°C, a volte si possono toccare pure i +33.5°C. Ma il muro dei +34°C diventa eccezionale, visto che si è raggiunto solo in rarissime occasioni. Quando però si balza tutto in un colpo a ridosso dei +35°C ci troviamo di fronte una vera e propria impresa straordinaria. Per questo quella di ieri rimarrà una data storica per il clima delle Seychelles. Certo, resta da chiedersi come mai proprio ieri la stazione meteorologica dell’aeroporto internazionale ha registrato la temperatura massima più alta di sempre, una giornata apparentemente molto calda, ma senza particolari anomalia che potevano portare all’archiviazione di un record assoluto di caldo. In realtà, se analizziamo accuratamente la situazione sinottica nel cuore dell’oceano Indiano si riescono a trovare le prime risposte attendibili.
Difatti, mentre le Seychelles venivano investite da una calda ventilazione, da N-NO e NO, che ha raggiunto punte di oltre i 30 km/h, poco più a sud-est delle isole trovavamo in azione la tempesta tropicale “Imelda”, in fase di intensificazione a ciclone tropicale di 1^ categoria Saffir-Simpson. La tempesta tropicale, piuttosto estesa, era caratterizzata da una forte attività convettiva (forti correnti ascensionali), soprattutto attorno la parte centrale del sistema depressionario, dove si è sviluppato un imponente nucleo, con nubi torreggianti che si sono avvitate attorno il profondo minimo barico centrale. Come si sa i fenomeni atmosferici, nelle loro dinamiche piuttosto complesse, sono caratterizzati da “azioni e reazioni” che servono a raggiungere un equilibrio. In questo caso l’intensa attività convettiva, generatasi attorno al ciclone tropicale “Imelda”, ha favorito lo sviluppo di importanti aree di “Subsidenze” (moti discendenti) nella zona a nord e ad ovest dell’area di massima convenzione. In pratica, le forti correnti ascensionali prodotte da “Imelda”, una volta giunte nell’alta troposfera, poco più a nord e ad ovest, hanno di tutta risposta innescato forti moti discendenti che hanno compresso ulteriormente l’aria in loco, determinato insolite scaldate, a causa della “compressione adiabatica”. Ciò spiega perché nel primo pomeriggio di ieri anche i tassi dell’umidità relativi, in genere elevatissimi in un arcipelago circondato dall’oceano come le Seychelles, sono scesi sotto la soglia del 60% 50%, segno della presenza di fasce di “Subsidenza” indotte dall’approfondimento di “Imelda”.



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