Parma, incredibile sull’Appennino: è nato un nuovo “lago Costantino”!!! Le foto

MeteoWeb

L’Appennino tosco/emiliano in provincia di Parma è letteralmente devastato da frane e smottamenti dopo il super-maltempo dei mesi scorsi. E’ grande l’apprensione per il ritorno delle forti piogge attese nei prossimi giorni. Intanto nella zona di Varsi, un’enorme frana ha interrotto il percorso del torrente Pessola formando un immenso e lungo lago con acqua alta anche più di 10 metri. Si tratta di un episodio molto pericoloso, perchè queste “dighe” rischiano di cedere con improvvise onde di piena che si riversano verso valle, dov’è molta la preoccupazione. La formazione di un lago simile non è esclusiva nel territorio italiano e ha diversi precedenti, tra cui uno storico, importante e prestigioso: si tratta del famosissimo lago Costantino, inizialmente denominato laghetto degli Oleandri per la presenza di tali alberi, originato da una frana che la notte fra il 3 e 4 gennaio del 1973 ha ostruito il corso del Torrente Bonamico nel territorio comunale di San Luca, in Aspromonte, in provincia di Reggio, in Calabria. All’origine il lago aveva una capacità di 7.000.000 di metri cubi, ma il 4 febbraio del 1973 una forte ondata di piena ne ridusse drasticamente la capacità. Il suo nome deriva dal vicino monastero (oggi in rovina) risalente al X secolo e dedicato, appunto, a San Costantino.
Il lago aveva una lunghezza di circa 2,4 km, con circa 5 km di perimetro e una profondità massima di circa 18 metri, ogni anno i sedimenti portati dal fiume ne riducevano la profondità tanto che il lago già destinato ad interrarsi, a causa delle forti piogge è sparito definitivamente di recente, riportando il torrente al suo vecchio corso, il 22 gennaio del 2009.
Il lago Costantino, oltre ad essere un’ambita meta turistica per gli escursionisti, è stato anche un punto di riferimento per numerosi studi scientifici. Negli anni ’70 alcuni ricercatori dell’università di Berlino, aiutati dalla popolazione locale (abitanti di San Luca) effettuarono studi nel sito del lago, arrivando alla conclusione che esso sarebbe scomparso già nei primi anni ’90 per l’accumulo di detriti sul fondo, accumulo che, evidentemente, si è rallentanto, anche se non arrestato negli anni.
A corredo dell’articolo pubblichiamo le foto di Simone Monica (www.meteoparma.com) riferite al nuovo bacino formatosi nell’Appennino parmense.

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“L’ULTIMA LETTERA AL LAGO SPARITO” (Articolo di MeteoWeb, gennaio 2009) – Affianco le foto del vecchio Lago Costantino

Quanta fatica per venire a trovarti, ma che ricchezza donavi a tutti coloro che riuscivano a raggiungerti, ad accarezzarti dolcemente.

In uno degli anfratti più ripidi, nascosti e impervi dell’Aspromonte, hai attirato turisti e scenziati per 36 lunghi anni, dopo che sei stato concepito in quella fredda e piovosa notte tra 3 e 4 gennaio 1973 quando un’alluvione provocò la tremenda frana che, ostruendo il letto della fiumara Bonamico, nei giorni successivi consentì la tua nascita.

Ma sei nato malato, malato terminale: saresti morto presto, perchè la fiumara continua a scorrere e, prima o poi, riporterà il proprio letto alla sua realtà originale.

E così oggi leggiamo i titoli di coda della tua gloriosa storia, fatta di 36 anni e 18 giorni di grande lustro e splendide emozioni: la fiumara con le grandi piogge di questo gennaio da record ti ha definitivamente spazzato via, insabbiandoti e cancellando tutto ciò che di te restava.

Negli ultimi anni, infatti, avevi già mostrato segni di fragilità, e noi tutti, tuoi amanti, sapevamo che questo momento sarebbe prima o poi giunto.
Oggi sei morto, ma continuerai a sopravvivere nel ricordo della nostra memoria, perchè le emozioni che ci hai saputo trasmettere sono indimenticabili e non possiamo che considerarci fortunati del fatto di aver avuto l’occasione, in questi brevi e veloci anni, di poterti conoscere da vicino.

La memoria delle escursioni fin lassù rimarranno sempre scolpite nel nostro cuore: la sveglia prima dell’alba, la lauta colazione e poi, nel freddo della notte, il viaggio dalle nostre città costiere fin al cuore dell’Aspromonte finchè poi, con la luce del sole, zaino in spalla e cannocchiale ci incamminiamo verso la meta, tra oleandri e faggete di rara bellezza.

Il verde lussureggiante della primavera è sostituito dall’afa calorosa delle giornate estive, in cui la voglia di raggiungerti, per rinfrescare il nostro corpo affaticato, era doppia.
Nei magici colori dell’autunno, però, sapevi dare il meglio di te, grazie alle affascinanti tonalità della montagna.
D’inverno, poi, pochissimi hanno avuto la fortuna, e l’abilità, di arrivare nei tuoi pressi: la portata della fiumara, la presenza della neve, le fredde condizioni termiche hanno spesso ostacolato anche i più volenterosi, come se in quella stagione tu andassi in letargo e non volessi essere, almeno per due mesi l’anno, disturbato e infastidito.

Da oggi in poi nessuno potrà più osservarti. Disturbarti, infastidirti, rinfrescarsi immergendo i propri piedi logori del lungo e arduo cammino nel tuo azzurro e limpido bacino.

Nessuno avrà più la possibilità anche solo semplicemente di osservarti dall’alto, dove riflettevi nitidamente gli arbusti del costone di roccia che ti sovrastava.

Sei nato grazie alla pioggia e, oggi, a causa della pioggia, te ne vai via per sempre: ma con una grande medaglia al valore che ti doniamo come simbolo della tua breve, ma intensa e gloriosa, esistenza.