Singolare depressione tropicale in fase di sviluppo ad ovest di Sumatra, sull’oceano Indiano si sta per realizzare l’inversione del Monsone

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Si nota l'intensa attività convettiva ad ovest di Sumatra, li dove si originerà la futura tempesta tropicale

Dopo un periodo di relativa quiete sull’oceano Indiano meridionale comincia a presentarsi l’ambiente adatto allo sviluppo di nuovi sistemi tropicali organizzati. La graduale risalita verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” e il considerevole riscaldamento del continente sub-indiano e delle aree più interne dell’Asia meridionale, dal Bangladesh alla Thailandia e al Vietnam, a causa dell’avvicinamento del sole allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sulla linea dell’orizzonte nelle ore centrali del giorno), stanno contribuendo ad arrestare definitivamente il “Monsone di NE”, aprendo la nota fase “intermonsonica” (favorevole allo sviluppo di insidiosi cicloni tropicali) che segna l’inversione della circolazione monsonica, dal pattern invernale a quello estivo. Difatti, in questi giorni, lungo l’oceano Indiano equatoriale, nel tratto compreso fra i 65° est e i 100° est di longitudine, troviamo in azione una ventilazione dai quadranti occidentali che proprio al largo delle coste occidentali di Sumatra, rinforzandosi sensibilmente, tende a scivolare a sud della linea dell’equatore geografico, andando ad interagire con il flusso da E-SE e SE legato all’Aliseo di SE, attivo sull’oceano Indiano meridionale, sotto i 5° di latitudine sud. L’interazione della ventilazione occidentale con l’Aliseo di SE, in azione nell’emisfero australe, sta favorendo l’isolamento di un sistema depressionario tropicale, provvisto di un moto rotatorio ciclonico nei medi e bassi strati, nel tratto di oceano poco ad ovest dell’isola di Sumatra. Come capita spesso sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano equatoriale la circolazione monsonica oltrepassa l’equatore, sconfinando nell’altro emisfero, dove i venti tendono rapidamente a ruotare più da NO e N-NO, scivolando sempre più di latitudine.

Si nota la circolazione depressionaria in fase di sviluppo davnanti l'isola di Sumatra

All’altezza dei 5° di latitudine sud le correnti da NO, in sconfinamento dall’altro emisfero, cominciano ad interferire con il sostenuto flusso da E-SE e SE, legato all’Aliseo di SE, che domina lungo la fascia tropicale australe dell’oceano Indiano, a sud dell’Indonesia. L’interazione fra le correnti da NO e il teso Aliseo di SE, dominante per gran parte dell’anno sulla fascia tropicale dell’oceano Indiano meridionale, sovente produce ampie linea di convergenza che agevolano lo sviluppo di un iniziale circolazione vorticosa in senso orario, quindi ciclonica per l’emisfero australe. Si viene cosi a realizzare un’area di disturbo che può scendere ulteriormente di latitudine, approfondendosi sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, dove le temperature sono sufficientemente elevate per produrre e alimentare la convenzione. Molti dei cicloni e delle tempeste tropicali che osserviamo sull’oceano Indiano nascono a seguito di un ampio moto rotatorio prodotto dalla convergenza di fasce di venti opposti nei bassi strati. Difatti, nell’oceano Indiano meridionale, quando le correnti da NO (in genere premonitrici dell’avvento del Monsone invernale di NE), dalla fascia equatoriale scivolano verso sud, nell’emisfero australe, incontrandosi con l’Aliseo di SE, possono dare vita ad un ciclone tropicale che diventa autonomo e punta verso l’arcipelago delle Mauritius e le coste orientali del Madagascar. La frequenza di queste tempeste è massima da Novembre a Marzo, con un picco fra Gennaio e il mese di Febbraio.

Stavolta la cosa un po’ inconsueta riguarda la semi-stazionarietà del suddetto sistema depressionario nello specchio di oceano antistante le coste sud-occidentali di Sumatra, non lontano dall’arcipelago delle Mentawai che nei prossimi giorni verranno interessate da una sostenuta ventilazione nord-occidentale, da NO e N-NO, che supererà la soglia d’attenzione, con raffiche ad oltre i 60-70 km/h in mare aperto. Analizzando le recenti immagini satellitari si nota la presenza di un’area di convenzione profonda ed organizzata proprio ad ovest di Sumatra, dove si sviluppano imponenti “Clusters” ed ampi sistemi temporaleschi davvero imponenti, le cui sommità raggiungono altezze di oltre i 16-17 km. Fra domani e la giornata di lunedì, grazie al costante apporto di calore latente fornito dalla superficie oceanica che alimenterà l’attività convettiva, intensificandola ulteriormente, la perturbazione in questione si trasformerà in una vera e propria depressione tropicale, provvista di una circolazione ciclonica (in senso orario nell’emisfero sud) sempre più definita nei bassi strati. Diversi modelli matematici, fra cui GFS (fra i più affidabili), prefigurano un ulteriore intensificazione della depressione tropicale che nel corso della giornata di lunedì 8 Aprile si dovrebbe gradualmente muovere verso sud-ovest, in pieno oceano Indiano, allontanandosi sempre più dall’equatore, dove l’effetto di Coriolis diviene sempre più marcato, imprimendo un ulteriore rotazione al sistema perturbato.

La futura tempesta tropicale prevista dal modello GFS

Non è del tutto escluso, anzi pare probabile date le elevate temperature delle acque superficiali, che entro la serata di lunedì 8 Aprile la depressione tropicale possa trasformarsi in una tempesta tropicale, con venti medi sostenuti che supereranno gli 80-90 km/h in pieno oceano. Stando alla traiettoria e al particolare posizionamento, la depressione tropicale non dovrebbe rappresentare alcun tipo di pericolo per le terre emerse, dato che i venti intensi e le precipitazioni temporalesche più violente rimarranno relegate in mare aperto, interessando solo marginalmente l’arcipelago delle Mentawai e le coste occidentali di Sumatra, che verranno raggiunte da una ventilazione, da NO e N-NO, più sostenuta del normale, capace di sollevare anche un moto ondoso considerevole. L’intensa ventilazione, da O-NO e NO, attiva sul bordo settentrionale e orientale della depressione tropicale, potrà spingere delle onde, alte più di 2.0-3.0 metri, in direzione delle coste occidentali delle delle Mentawai e sull’isola di Enggano.