
La prolungata fase calda sciroccale che sta colpendo le nostre regioni, con particolare riguardo per la Sicilia e il sud peninsulare, è indotta da un nuovo blocco della circolazione atmosferica sopra il vecchio continente. Una configurazione che sempre più spesso si ripete sullo scacchiere europeo, favorendo da un lato l’avvento di importanti ondate di calore, mentre sul lato opposto si sviluppano bordate fredde, artico marittime, che contribuiscono a mantenere i valori termici al di sotto delle medie del periodo. Il forte aumento termico in atto sulle regioni centro-meridionali e sulle isole maggiori è causato da quella che tecnicamente, nella meteorologia sinottica, viene definitiva “avvezione di spessore”. Ossia, un flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, che comincia a crescere di quota, interessando gli strati medi e superiori della troposfera. Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme). Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali.
Da qui tende a svilupparsi la cosiddetta onda mobile di calore (“heat waves” per gli inglesi, i meteorologi statunitensi e canadesi) che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali. Sul bacino del Mediterraneo l’avvento delle classiche ondate di calore si delinea nell’erezione, verso nord o nord-est, di robusti anticicloni di blocco che dall’entroterra desertico del Marocco, dell’Algeria e della Libia si innalzano verso il “mare Nostrum”, venendo alimentati al proprio interno da un esteso flusso di aria calda e molto secca che viene aspirata direttamente dal Sahara centro-occidentale, più precisamente dall’area del Maghreb. In genere in queste situazioni l’aumento della “compressione adiabatica” generato dall’avvezione di spessore negli strati intermedi, le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti tipiche nelle aree anticicloniche), l’intensa insolazione e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), comportano un sensibile aumento delle temperature che si riscontra soprattutto nei medi e bassi strati della troposfera. Le configurazioni adatte per l’innesco delle ondate di calore risultano molto frequenti fra la tarda primavera e l’estate e possono interessare anche l’Europa centro-settentrionale, con risentimenti fino alle latitudini sub-polari.
Nei prossimi giorni resisterà il blocco anticiclonico sull’est Europa, ancora gran caldo sul comparto orientale del continente
Il consolidamento del blocco anticiclonico sub-tropicale fra i Balcani, il bacino del mar Nero e il sud della Russia europea, continua ad agevolare la persistenza del flusso caldo sub-tropicale continentale, proveniente direttamente dall’entroterra desertico algerino e libico, verso il bacino centrale del Mediterraneo, la Grecia ed i Balcani. Il notevole “forcing” esercitato alle quote superiori della troposfera (il motore che alimenta l’ampia impalcatura anticiclonica nel sud-est dell’Europa) dall’estesa avvezione calda viene ulteriormente esacerbato dall’isolamento di un nuovo “CUT-OFF” nel sud della Spagna, il quale avrà il merito di rinvigorire il caldo flusso pre-frontale, di tipo sub-tropicale continentale, verso il bacino centro-orientale del Mediterraneo, Italia e isole maggiori incluse. La formazione di questo blocco altopressorio sull’Europa sud-orientale, con massimi di geopotenziale piuttosto alti fra Balcani e mar Nero, avrà il merito non solo di far proseguire l’anomala ondata di calore su buona parte del comparto orientale del continente, dove già si sono superati i primi +30°C +31°C di stagione, ma anche di far innalzare verso le alte latitudini il ramo principale del “getto polare”, sopra le Repubbliche Baltiche ed il nord della Russia.
Come c’era da aspettarsi il promontorio anticiclonico di blocco, che mantiene i propri massimi barici sull’est Europa, riesce ad ergere un vero e proprio muro nei confronti dell’umido flusso zonale atlantico, il quale impossibilitato di proseguire la sua marcia verso levante si arresterà al traverso delle Isole Britanniche, Francia, Italia nord-occidentale e Spagna. Qui le perturbazioni e i sistemi frontali atlantici non riusciranno ad evolvere verso levante, rimanendo incastrati davanti le propaggini più occidentali del blocco anticiclonico, venendo cosi costrette a piegare bruscamente verso nord-nord/est, per risalire verso il comparto nord-orientale del continente, lungo il lato occidentale e settentrionale dell’intensa circolazione anticiclonica dominante più ad est. Il caldo comincerà ad ammorbidirsi già dalla giornata di giovedì 2 Maggio, anche se i valori termici continueranno a mantenersi al di sopra delle medie del periodo su buona parte delle regioni centro-meridionali e sulle isole maggiori. Un pò più di fresco insistera sulle regioni settentrionali, appena lambite dalle più tiepide correnti atlantiche che scorreranno fra la Francia e la Mitteleuropa, sul bordo settentrionale del massiccio anticiclone sub-tropicale di blocco stagnante fra i Balcani, il mar Nero e la Turchia.


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