Terremoti, sciame sismico a Città di Castello: la protezione civile a 360° sul rischio sismico della zona

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Il Dipartimento della Protezione Civile riceve dai cittadini richieste di informazioni sui terremoti avvertiti negli ultimi giorni in Umbria, nell’Alta Val Tiberina. In base ai dati forniti dall’Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dall’Ufficio Rischio sismico e vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, pubblichiamo alcuni approfondimenti su questi fenomeni riprendendo proprio quanto si legge sul sito della protezione civile.

La sequenza sismica
Dopo il terremoto di magnitudo 3.6 registrato il 20 Aprile 2013 alle 09.57 si sono verificate numerose ulteriori scosse, localizzate a est dell’abitato di Città di Castello. Ad oggi, 22 aprile, sono stati registrate 423 scosse, di cui 43 con magnitudo maggiore o uguale a 2.
In base alla mappa di pericolosità sismica del nostro Paese, realizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’area dell’Alta Val Tiberina presenta un’alta pericolosità sismica.

I Comuni interessati dalla sequenza in corso sono classificati in zona sismica 2. La mappa di pericolosità e la classificazione sismica indicano quali sono le aree del nostro Paese interessate da un’elevata sismicità, e quindi dove è più probabile che si verifichi un terremoto di forte intensità, ma non possono stabilirne il momento esatto.

Lo studio di una sequenza sismica, come quella in corso nell’Alta Val Tiberina, non consente quindi di fare ipotesi sulla possibilità che si verifichi o meno una scossa più forte. Ad oggi, infatti, non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza per prevedere il tempo e il luogo esatti in cui avverrà un terremoto.

La prevenzione, che si realizza principalmente attraverso la riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni, o il rafforzamento delle costruzioni meno resistenti al sisma, resta la migliore difesa dai terremoti e l’unico modo per ridurne le conseguenze immediate.

In Italia la rete sismica nazionale registra più di 10.000 terremoti ogni anno, mediamente trenta al giorno, che non è possibile prevedere. Per questo è importante essere consapevoli del livello di pericolo del territorio e informarsi su come sono costruitigli edifici in cui viviamo, studiamo e lavoriamo, e sulla loro conseguente vulnerabilità sismica.

Ricordiamo che è sempre disponibile sul nostro sito il test sulla prevenzione del rischio sismico e che è possibile consultare le regole di comportamento in caso di terremoto.

La sismicità storica
In Umbria la sismicità si concentra soprattutto nell’Alto bacino del Fiume Nera. A Cascia e Norcia si ricordano frequenti e forti scosse come, ad esempio, la scossa del 14 gennaio 1703, con epicentro presso Norcia – appartenente ad una sequenza che ha poi colpito in modo ben più grave l’aquilano – e più di recente la sequenza del settembre 1979 (I max VIII-IX grado Mercalli). Ma i terremoti interessano anche la Val Tiberina, in particolare l’area tra Sansepolcro e Città di Castello, tra le province di Perugia e Arezzo, interessata dalla sequenza in atto e l’area a confine tra Umbria e Marche (Gualdo Tadino, Nocera, Sellano, Foligno), colpita dagli eventi del settembre-ottobre 1997, che causò danni gravi alla Basilica di S. Francesco ad Assisi.

In questa tabella (7 Kb) sono elencati alcuni dei terremoti storici che hanno interessato la Val Tiberina e l’Umbria settentrionale con effetti pari o superiori al VII grado nella scala MCS proposta da Mercalli, Cancani e Sieberg. I valori dei parametri epicentrali sono tratti dal Database Macrosismico Italiano DBMI10.