Terremoti, sciame sismico a Città di Castello (PG). Parla l’esperto: “fenomeno in via d’esaurimento”

I terremoti non si possono prevedere ma si possono valutare e il sisma di Citta’ di Castello fornisce agli scienziati molti indizi che lasciano pensare ad un fenomeno in esaurimento”. Lo ha dichiarato padre Martino Siciliani, direttore dell’osservatorio ”A. Bina” di Perugia, intervenendo alla conferenza stampa indetta dal Comune tifernate per fare il punto sul terremoto che sta interessando il territorio. ”Abbiamo voluto questo momento di sintesi per ribadire che le conseguenze del sisma sono lievissime e per rassicurare, nei termini che la scienza lo permette, la popolazione sulla natura del fenomeno che in questi giorni ha tenuto alta la nostra attenzione” ha spiegato il sindaco Luciano Bacchetta, ringraziando la macchina comunale, le forze dell’ordine, le associazioni di volontariato per ”il grande cuore e il grande senso di responsabilita’ dimostrato”.
Abbiamo potuto analizzare il terremoto di questa faglia ben prima che avvenisse” ha spiegato padre Sicilianigrazie ad una stazione che monitora il territorio con particolare esattezza. Gli strumenti ci dicono in primo luogo che a provocare le scosse non e’ un distretto sismico ma la faglia, che da Gubbio raggiunge Pietralunga e quindi Citta’ di Castello. Un certo dinamismo nella zona e’ cominciato a Bocca Serriola il 25 marzo: da allora sono state 1100 gli eventi e 650 quelli riconducibili a Citta’ di Castello. L’apice, la scossa delle 9.58 di sabato 20 aprile, di 3.6 gradi della Scala Richter, non e’ stata seguita altri episodi di analoga intensita’ ma da sciami assai contenuti di cui la popolazione ha avuto sentore perche’ l’epicentro e’ praticamente coincidente con il perimetro del capoluogo e perche’ e’ molto superficiale, dai 6 ai 9 chilometri. Secondo le nostre statistiche e i casi pregressi, grandi crisi sismiche provengono da grandi strutture sismotettoniche: non sarebbe questo il quadro emergente a Citta’ di Castello” ha aggiunto padre Martino, sottolineando che ”si tratta di valutazioni e non di previsioni”.