Terremoto di magnitudo 6.2 in Iran, è una catastrofe: almeno 30 morti e 800 feriti. Le mappe

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    Il sisma di magnitudo 6.2 che si è verificato poche ore fa nel sud-ovest dell’Iran ha fatto almeno 30 morti e 800 feriti, e ha raso al suolo almeno due villaggi e ne ha danneggiati altri 21. I villaggi devastati sono Tasouj e Shanbe. Circa 10.000 sono i senzatetto fino a questo momento. La Mezzaluna Rossa ha annunciato che le squadre di soccorso sono sulla strada verso l’area del sisma e un centinaio di ambulanze sono pronte a partire da Teheran mentre diversi elicotteri sono decollati dalle province di Fars e Khuzestan.

    La zona sud-orientale dell’Iran colpita da un terremoto di magnitudo compresa fra 6,2 e 6,3 e’ storicamente irrequieta: la sua sismicita’ e’ stata piu’ volte una forza distruttrice per i centri abitati, ma nello stesso tempo il motore della ricchezza del Paese. Alla compressione delle rocce si devono infatti le riserve di gas naturale dell’Iran. Il terremoto e’ avvenuto a circa 50 chilometri dalla centrale nucleare di Bushehr, ”tuttavia l’energia del terremoto e’ stata tale da non poter provocare danni ad una simile distanza”, ha ha osservato il sismologo Gianluca Valensise, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Per capire quanto sia forte la compressione delle rocce nella zona colpita dal sisma basta osservare la struttura dei monti Zagros, la catena montuosa che percorre per 1.500 chilometri dall’Iran occidentale allo Stretto di Hormuz. ”La struttura di questi monti ricorda quella di un tappeto arricciato”, ha detto Valensise. ”La catena – ha aggiunto – e’ sottoposta ad una compressione orientata da Nord-Ovest e Sud-Est e proprio questa struttura compressiva e’ all’origine delle riserve di gasiraniano”. A corrugare cosi’ la zona dei monti Zagros sono le spinte esercitate dall’incontro fra la placca Eurasiatica, quella Africana e quella Iraniana. Questo fenomeno da’ origine a forti terremoti, le cui conseguenze possono essere disastrose considerando che le citta’ non sono costruire secondo criteri antisismici e che molti centri abitati sono edificati con materiali precari, tanto da essere considerati ”citta’ di fango”. Fra i terremoti piu’ recenti, i piu’ disastrosi sono avvenuti nel dicembre 2003, con 30.000 morti e nel 1968 (7.000 vittime). Storicamente il sisma piu’ violento e’ avvenuto nell’856, con 200.000 morti.