Dopo il passaggio del nucleo di aria artico marittima si sono fatte sempre più consistenti le anomalie termiche negative che da oltre un mese stanno continuando ad interessare il comparto più occidentale del vecchio continente, fra Isole Britanniche, Francia, Spagna, Italia centro-settentrionale, Svizzera e Germania. Durante lo scorso fine settimana, quando il blocco di aria artica si è versato sul territorio francese e lungo l’area alpina, coinvolgendo pure l’Italia settentrionale, la Svizzera, l’Austria, la Germania e la Repubblica Ceca, in Francia le temperature minime sono scese fino a +3°C +4°C sulle aree pianeggianti del nord, ed in alcune località si sono sfiorate le gelate, che sarebbero state di certo rilevanti per Maggio, ma non eccezionali. Ma ancora più rilevante è il ritorno della neve fino a bassa quota fra la Francia centrale e le Alpi. Qui tutto di colpo pare che sia tornato l’autunno, con paesaggi nuovamente innevati e temperature crollate in prossimità degli +0°C. Questa rilevante avvezione fredda, che ha colpito gran parte dei paesi dell’Europa centro-occidentale, dal Regno Unito alla Francia e la Germania, determinerà una rilevante anomalia termica negativa, con valori di -4°C anche -5°C al di sotto delle medie del periodo, che contraddistinguerà l’intero mese di Maggio, largamente sotto media. Lo stesso discorso vale anche per l’Italia centro-settentrionale, che è stata interessata da una considerevole ondata di freddo per l’ultima decade di Maggio che è riuscita a far sprofondare le temperature sotto la soglia dei +12°C +10°C in pieno giorno, mentre sulle Alpi e nelle Prealpi la neve è tornata a lasciare i primi accumuli a partire dagli 800-900 metri.
Poco sopra i 1000-1200 metri sull’Appennino settentrionale, dove i più importanti comprensori montuosi di Emilia, Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio hanno ricevuto la loro probabile ultima nevicata tardiva primaverile. Di certo gli eventi nevosi a bassa quota sulle Alpi, sotto i 900-800 metri, e le nevicate tardive sulla dorsale appenninica, possono ritenersi anomali per la fine della stagione primaverile. Ma parlare di un episodio di carattere addirittura eccezionale, o persino ultrasecolare, forse è anche un po’ azzardato. Del resto ripercorrendo un po’ la storia climatica del nostro paese si evince come simili episodi di freddo tardivo, a cavallo dell’ingresso della bella stagione, si sono verificati più volte, persino nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto, che possiamo ritenere pienamente estivi. In alcuni casi gli eventi freddi presentarono un’intensità superiore a dispetto di quanto registrato in questi ultimi giorni, pur essendosi verificati in piena estate. Per esempio possiamo citare l’incredibile ondata di freddo che investì le regioni centro-settentrionali nel Luglio del 1970, quando un nucleo di aria molto fredda in quota, nel cuore della stagione estiva, riportò la neve sulle Alpi a partire dagli 800-1000 metri, con accumuli a tratti anche rilevanti.
In quei giorni solo a Cortina d’Ampezzo si verificò un’insolita nevicata che lasciò un accumulo di ben 15 cm di neve fresca. Lo sfondamento delle masse d’aria, d’estrazione polare, fece drasticamente calare i valori termici, innescando incredibili anomalie termiche negative per uno dei mesi più caldi dell’anno. Un’altra curiosa irruzione di aria piuttosto fredda, di lontane origine sub-polari, caratterizzò l’Agosto del 1976, quando sull’Appennino settentrionale torno d’improvviso la neve, con i primi depositi di bianco a partire dai 1200-1300 metri. Anche in quell’evento freddo e neve turbarono il periodo estivo, determinando considerevoli disagi. Per il mese di Agosto fu davvero un evento eccezionale, molto simile alla recentissima irruzione fredda dei giorni scorsi. Un’altra anomala ondata di freddo, del tutto fuori stagione, interessò l’Italia nel Settembre del 1990. Anche in quell’occasione, con largo anticipo sulla normale tabella di marcia, la neve imbiancò i rilievi di Alpi, Prealpi e l’Appennino centro-settentrionale fin sotto i 1000 metri, a quote decisamente inferiori sull’area alpina. Da segnalare pure la tardiva avvezione fredda del Giugno del 2006, che determinerò delle incredibili nevicate tardive a bassa quota sui rilievi interni della Sardegna e su quelli della Corsica, regalando paesaggi più tipici per il mese di Dicembre che per l’inizio dell’estate.



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