Gli esseri umani sono innocenti. A causare l’estinzione della megafauna preistorica in Australia, secondo gli scienziati, furono le estreme fluttuazioni del clima piuttosto che l’attivita’ umana, come la caccia e gli incendi della vegetazione. Un’analisi di ricerche pubblicate in Australia e in Usa conclude che non vi sono prove che l’uomo sia da incolpare per la sparizione di giganti come il leone marsupiale thylacoleo, un iguana di 5 metri, canguri di 200 chili e il diprotodonte, un vombato grande quanto un ippopotamo. Lo studio guidato dallo zoologo Stephen Wroe dell’Universita’ del Nuovo Galles del sud e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha usato una varieta’ di dati fra cui carotaggi del ghiaccio dell’Antartide e antichi livelli di laghi del centro dell’Australia, per generare un quadro dei cambiamenti climatici nel corso del tempo. I dati sono stati poi comparati con quelli dei ritrovamenti fossili di megafauna. Le conclusioni sono destinare a ravvivare un dibattito sull’argomento, che continua da oltre 150 anni. Nel loro apice, vagavano per l’Australia 90 specie di megafauna, ma quando i primi esseri umani raggiunsero il continente 45-50 mila anni fa quasi tutte erano gia’ estinte, ne rimanevano fra otto e 14, scrive Wroe. E non vi sono prove chiare che delle 90 specie di megafauna, gia’ 130 mila anni fa ne fossero sopravvissute piu’ di 50. L’effetto del raffreddamento del pianeta su animali cosi’ giganteschi fu disastroso, perche’ risorse chiave per la sopravvivenza, come l’acqua, scarseggiavano sempre piu’. ‘’Quanto piu’ il clima si raffreddava, piu’ acqua rimaneva rinchiusa in lastre di ghiaccio, mentre il 70% del continente era diventato un deserto ‘’veramente arido’’, spiega lo zoologo. L’impatto si fece sentire lungo tutta la catena alimentare, dai predatori carnivori agli erbivori come il diprotodonte. ‘’I grandi predatori si estinsero prima dei grandi erbivori perche’ una volta che la densita’ delle prede grandi scendeva dono una certa soglia, muoiono di fame’’, aggiunge Wroe.
Australia: la megafauna preistorica fu distrutta dai cambiamenti climatici improvvisi e non dalle attività umane


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