Anche sul settore orientale del Canada è scoppiata di colpo l’estate. Una imponente avvezione calda partita dagli USA centrali si è spinta fino agli stati del Canada centro-orientale e la British Columbia (nell’ovest), con l’isoterma di +10°C alla quota di 850 hpa (circa 1400 metri) che ha raggiunto il Labrador. L’afflusso di masse d’aria piuttosto calde a tutte le quote (un classico delle “avvezioni di spessore”), di origini sub-tropicali continentalizzate, ha contribuito a far schizzare i termometri oltre la soglia dei +30°C. In alcune località il termometro si è impennato fino al muro dei +32°C +33°C, facendo registrare dei valori già notevolmente al di sopra delle medie per il periodo estivo. Figuriamoci nella prima decade del mese di Maggio. Specie se si considera che fino a qualche settimana fa, buona parte del territorio canadese era ricoperto da uno spesso strato di neve, accumulata nella rigida stagione invernale. Molta di quella neve si è velocemente fusa con l’avvento dei primi caldi pre-estivi di questi giorni. Il manto nevoso resiste solo fra le Montagne Rocciose, i vasti Territori del Nord-ovest attorno l’arcipelago artico e le coste attorno la grande baia di Hudson, dove è appena iniziato il disgelo.
Notevoli le massime archiviate nella giornata di ieri, martedì 7 Maggio 2013, fra gli stati della British Columbia, ad ovest, e l’Ontario ed il Quebec ad est. Su tutti spiccano gli incredibili +34.6°C archiviati a Ashcroft, nella British Columbia, che rappresenterebbero un valore a dir poco eccezionale per i primi giorni di Maggio. Gli incredibili +34.6°C di Ashcroft sono subito seguiti dai +33.1°C di Lytton e dai +32.6°C di Lillooet, sempre nella British Columbia. Sempre ieri una massima di ben +31.2°C è stata registrata anche nella città di Edmonton, capitale dello stato canadese dell’Alberta, dopo che la minima di giornata si era attestata ad appena +0.5°C. Una escursione termica giornaliera di ben +31°C che è stata originata dall’attivazione del “Chinook”, il caldo vento favonico (di caduta) che si attiva di frequente tra il versante orientale delle Montagne Rocciose e le grandi praterie che si estendono a ridosso della grande catena montuosa nord-americana, fra il sud del Canada e il nord degli USA. Ogni qual volta si attiva può originare degli sbalzi termici eccezionali nel corso di poco ore, tanto che i termometri possono passare da -20°C a +15°C +20°C in meno di 24 ore. Questa è infatti la principale caratteristica di questo vento nord-americano.

Gli abitanti di Edmonton e delle altre città dell’Alberta, ai piedi delle Montagne Rocciose, lo conoscono molto bene. Basti pensare all’impressionante rialzo termico sperimentato a Loma, nello stato del Montana, il 15 Gennaio del 1972. Poco prima dell’avvento del “Chinook” la temperatura era crollata a -47°C. Subito dopo, in poche ore, con l’irrompere delle raffiche del “Chinook”, la colonnina di mercurio schizzò fino a +7°C, una sbalzo davvero impressionante. Finora in nessuna località del pianeta è stata registrata una variazione termica cosi significativa in poche ore. Anche in questo caso, il rapido passaggio di un sistema frontale provenienti dal nord Pacifico, annesso alla profonda circolazione depressionaria che si allontana verso la penisola di Ungava e lo Stretto di Hudson, ha richiamato una sostenuta ventilazione dai quadranti nord-occidentali (settore post-frontale) che ha rapidamente scavalcato i crinali delle Montagne Rocciose (scaricando tutta l’umidità raccolta sul Pacifico in nubi e precipitazioni nevose nel versante sopravvento), per riversarsi attraverso delle tese raffiche di caduta sulle praterie dell’Alberta, già molto secche e ulteriormente riscaldate dalla notevole “compressione adiabatica” creatasi durante la discesa, nel versante sottovento.
Non appena l’area depressionaria, e il sistema frontale associato, si sono allontanati sulla baia di Hudson le raffiche di “Chinook” verso le sottostanti praterie dell’Alberta si sono gradualmente attenuate, mentre le temperature, dopo il brusco rialzo indotto dall’attivazione dei venti favonici in discesa dai declivi delle Montagne Rocciose, si sono nuovamente portate verso il basso. Più ad est, sul Canada orientale, il brusco rialzo delle temperature, fin oltre il muro dei +30°C all’ombra, è stata prodotto dall’intensa avvezione calda che si è sviluppata lungo il settore pre-frontale della profonda circolazione depressionaria, transitata sul Canada centro-settentrionale. Il flusso caldo, accompagnato nei bassi strati da una moderata ventilazione meridionale (più da S-SO e SO) che si è spinta fino al Quebec e al Labrador, assieme all’intensa insolazione, ha contribuito a spingere i termometri oltre i +30°C. A Toronto ieri è stata misurata la prima massima di +30.8°C. Fra oggi e domani massime sui +28°C +30°C si registreranno anche più ad est, nel Quebec, che verrà interessato in pieno dalla rimonta calda sub-tropicale, i cui effetti si risentiranno fino al settore meridionale dell’isola di Baffin e nel sud della Groenlandia. Le masse d’aria gelide, d’estrazione polare, resteranno confinate a latitudini piuttosto elevate, a nord della linea di scorrimento del flusso perturbato principale, fra le isole dell’Artico canadese e la baia di Hudson, dove permane un consistente innevamento che è in grado di produrre un buon effetto “Albedo”.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?