Freddo e maltempo flagellano il centro/nord: ansia per il lago di Garda al limite d’esondazione

Per la primavera’ bisognera’ aspettare giugno inoltrato. Parola di meteorologo, mentre la pioggia insistente ha creato e continua a creare problemi un po’ in tutt’Italia, principalmente nelle regioni del Nord. E aumentano i rischi valanghe. Brutte notizie dalla Valle d’Aosta, dove la frana del Mont de La Saxe sta accelerando e ora scende di quasi 15 centimetri al giorno (6,4 millimetri all’ora secondo le rilevazioni di oggi), mentre e’ stato predisposto un piano per il traffico nel caso che lo smottamento (645.000 metri cubi) abbia conseguenze sulla viabilita’ e sono state sfollate circa 100 persone. La Protezione civile della Lombardia spiega, invece, che al momento i livelli dei laghi si sono stabilizzati, restando al di sotto di quelli di esondazione, ad eccezione del lago di Garda.
01A Sirmione (Brescia) prosegue il monitoraggio e sono stati utilizzati circa 1000 sacchi di sabbia posizionati per evitare l’allagamento del centro storico e altri 1000 rimangono a disposizione come scorta. Ieri le acque del lago hanno invaso parcheggi pubblici e alcune piazzette. Rimane interrotta la circolazione ferroviaria sulla linea Lecco-Bergamo tra i comuni di Calolziocorte e Cisano Bergamasco dove rimangono evacuate 41 famiglie (120-123 persone) delle quali 20 hanno trovato sistemazione autonoma da amici e parenti. Problemi anche a Genova dove i fulmini hanno mandato in tilt la linea ferroviaria Genova-Ovada lungo la quale la circolazione e’ stata rallentata dalla prima mattinata. Capitolo neve: in Lombardia sono possibili nuove precipitazioni sulle alpi Orobie e sulle Prealpi, con il limite delle nevicate stimato attorno a 1300-1500 metri e il rischio di valanghe al momento e’, secondo gli accertamenti dell’Arpa regionale, 2 (moderato) sulle Prealpi della provincia di Brescia, mentre e’ da ritenersi 3 (ossia marcato) sui restanti settori delle Alpi lombarde. Anche il Veneto soffre e il meteo Arpav prevede che tra un paio di giorni, sulle alture oltre i 600 metri di Prealpi e Dolomiti, ci sara’ ancora chi e’ costretto a spalare neve. A Cortina fiocchi sono caduti anche nel pomeriggio e neve piu’ abbondante si e’ posata su quella gia’ depositata nei giorni scorsi sulle Tre Cime di Lavaredo, sede di arrivo della 20/ma tappa del Giro d’Italia. Il limite delle nevicate risalira’ in ogni caso fino a circa 1300-1600. La Coldiretti, nel frattempo, comincia a calcolare i danni di questa primavera impazzita che ha gia’ tagliato di oltre il 30% i raccolti delle principali produzioni del Nord Italia. Gli agricoltori chiedono di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamita’ naturale per i territori piu’ colpiti a fronte di una stima iniziale di un miliardo di euro di danni.