
“Per trovare una situazione di questo tipo, con neve e temperature tanto rigide ad appena una settimana da giugno, bisogna andare indietro di un paio di secoli“. Il climatologo Giampiero Maracchi non lascia troppo spazio all’ottimismo: la “coda” di inverno che sta investendo l’Italia e’ destinata a far sentire i suoi effetti ancora per diversi giorni, e per avere un quadro climatico diverso, di tipo quasi estivo, bisognera’ aspettare tutta la prima decade di giugno. Non solo: se oggi a soffrire il maltempo sono soprattutto gli abitanti del nord, nelle prossime ore l’aria proveniente dal nord fara’ scendere la colonnina di mercurio anche al sud, con piogge anche abbondanti. La “colpa” – spiega Maracchi – e’ “di una situazione quasi invernale, di bassa pressione sul Polo che spinge aria fredda verso sud: di solito quest’aria in questo periodo non supera il centro Europa, mentre stavolta e’ scesa molto piu’ a sud, fino alla nostra penisola: l’incontro con aria atlantica e mediterranea produce inevitabilmente perturbazioni, con temperature piu’ basse della media stagionale e precipitazioni“. Sulle regioni settentrionali e’ apparsa anche la sua neve “e questo, in questo periodo dell’anno, e’ un fatto assolutamente eccezionale, con pochissimi precedenti. Anche perche’ domani dovrebbe nevicare anche sull’Appennino, in particolare quello tosco-romagnolo“. “Il tutto – secondo il climatologo – si inserisce in un quadro piu’ globale di cambiamento climatico: a differenza di quanto la gente comunemente creda, il riscaldamento globale non significa che fa piu’ caldo e basta ma che aumentano quelli che definiamo ‘eventi estremi’: molto caldo, molto freddo, piogge torrenziali, siccita’. Tutti effetti delle modifiche subite dai percorsi dell’aria“.


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