Fuga di ammoniaca sull’ISS, equipaggio al sicuro: è già successo nel 2007, il racconto di Nespoli

scene composition: litho, frame 22Una fuga di ammoniaca all’esterno della Stazione Spaziale ha costretto gli astronauti a bordo a rivoluzionare tutti i loro programmi: nessun pericolo per gli uomini, ma comunque un problema serio da risolvere, che richiedera’ una passeggiata spaziale imprevista e da organizzare tempestivamente. La perdita di ammoniaca e’ avvenuta in una struttura che si trova all’estremita’ dei tralicci ai quali sono ancorati i pannelli solari e molto lontana dai moduli abitati. La Nasaha sottolineato che l’equipaggio non corre alcun pericolo, sia per la distanza del punto della perdita. ”La perdita influisce soltanto con il ciclo di controllo di uno dei pannelli solari e non c’e’ alcun pericolo per l’equipaggio ne’ per le impatto sulle operazioni in corso a bordo”, ha rilevato anche il direttore per il Volo umano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Thomas Reiter. La perdita di ammoniaca e’ stata rilevata in uno dei quattro sistemi utilizzati per mantenere costante la temperatura dell’elettronica e delle batterie alimentate dai pannelli solari.
iss02Restano quindi in funzione ancora tre apparecchiature identiche, come accade in tutte le strutture della Stazione Spaziale, nella quale la ridondanza e’ d’obbligo. L’ammoniaca e’ usata per raffreddare i quattro canali della centrale che fornisce l’energia elettrica ai sistemi della Iss e ciascun pannello solare ha un suo circuito di raffreddamento indipendente. Per intercettare in tempo il punto esatto della perdita (prima che l’ammoniaca finisca di fuoriuscire e diventi impossibile farlo) e’ confermata una passeggiata spaziale per domani. Sulla stazione spaziale gli astronauti americani Chris Cassidy e Thomas Marshburn hanno cominciato a preparare le tute. ”Tutti a bordo stanno lavorando con la precisione di un orologio in modo da essere pronti per domani. Sono orgoglioso di essere il comandante di questo equipaggio, fatto di gente davvero grande e capace”, ha scritto il comandante della Stazione Spaziale, l’americano Chris Hadfield, che su Twitter ha raccontato la cronaca dell’incidente. A causare la perdita di ammoniaca potrebbero essere state molteplici cause e qualsiasi ipotesi al momento e’ prematura. Non si puo’ escludere, ma nemmeno confermare, il nesso con il piccolo foro osservato recentemente su uno dei pannelli solari. La stessa struttura nella quale e’ avvenuta oggi la perdita di ammoniaca era stata danneggiata nel 2010, ma allora si era danneggiata una pompa.

Nespoli19PARLA NESPOLI: “FUGA AMMONIACA SU ISS ANCHE NEL 2007 SITUAZIONE ANOMALA, MA PREVISTA IN ‘ALBERO PROBLEMI’ NASA” – Una fuga di ammoniaca sulla Stazione Spaziale era avvenuta anche nel 2007, durante la missione Sts-120 nella quale ha volato l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Paolo Nespoli. ”Sono situazioni anomale, ma che la Nasa prevede in una sorta di ‘albero dei problemi’, per ognuno dei quali si prevede una procedura”, spiega Nespoli. ”Nella missione Sts-120 una delle operazioni da eseguire nel corso delle passeggiate spaziali prevedeva l’apertura e la chiusura di connettori di ammoniaca. E’ una situazione nella quale e’ facile che dell’ammoniaca possa fuoriuscire ed e’ successo”. Di conseguenza e’ stato utilizzato un protocollo chiamato ”bake out”, una sorta di ”cottura” che per gli astronauti impegnati nella passeggiata spaziale consiste nell’esporsi piu’ volte al sole, in modo che il calore faccia evaporare i cristalli di ammoniaca ghiacciata rimasti attaccati alla tuta.
Nespoli3Entrare nella Stazione Spaziale con la tuta contaminata significherebbe infatti mettere seriamente a rischio la vita dell’intero equipaggio. ”All’interno delle tubature – spiega Nespoli – l’ammoniaca e’ allo stato liquido. Quando avviene una perdita si trasforma in cristalli che tendono ad allontanarsi dalla Stazione Spaziale”. Tuttavia non si puo’ escludere il rischio che un cristallo resti attaccato alla tuta. Per questo la passeggiata spaziale che gli astronauti si preparano ad affrontare domani sara’ particolarmente delicata e ”l’albero dei problemi” prevede anche altre procedure di sicurezza, oltre al bake out. ”Siamo addestrati innanzitutto a riconoscere questo tipo di contaminazione e fuori dalla Stazione Spaziale ci sono gli attrezzi per scrostare questi frammenti ghiacciati dalle tute”. Il protocollo prevede inoltre che nel momento in cui gli astronauti rientrano dalla passeggiata spaziale utilizzino dei filtri specializzati nell’identificare l’ammoniaca: sono fialette che contengono un reagente che evidenzia, colorandole, le particelle di ammoniaca eventualmente presenti.