Approfitto di questa bellissima immagine di Franco Leo pubblicata su facebook da Pina per evidenziare alcuni problemi geoambientali che interessano la zona emersa ed urbanizzata della baia di Sapri.
La costruzione ed ampliamento del porto ha destabilizzato l’equilibrio della spiaggia (dove i sedimenti si spostavano lungo costa da ovest ad est e viceversa in relazione alle mareggiate di diversa provenienza) individuando una “trappola di sedimenti” sul lato est. Rapidamente la parte occidentale della spiaggia è stata distrutta. L’urbanizzazione e la linea ferroviaria hanno ingabbiato i corsi d’acqua in canali insufficienti per fare smaltire il volume di acqua di ruscellamento che si attiva quando i versanti collinari sono investiti dalle ripetitive bombe d’acqua rilasciate dai cumulonembi. Tutto normale? No! Certamente!
Quali soluzioni?
1- manutenzione della spiaggia mediante periodico prelievo dei sedimenti nella zona orientale e loro ridistribuzione nella parte occidentale in erosione dove vanno aggiunti immediatamente sedimenti ghiaiosi simili a quelli esistenti prelevabili nell’alveo sovralluvionato del T. Brizzi, naturalmente in base ad un intelligente e condiviso piano di manutenzione ambientale. 2- sistema di allarme idrogeologico immediato e adeguato piano di protezione civile in modo da mettere subito in sicurezza i cittadini in relazione alle piene improvvise, come quella verificatasi nell’ottobre scorso, in previsione di realizzare uno o due canali di gronda che intercettino i flussi a monte dello sbarramento ferroviario e consentano il loro smaltimento in sicurezza verso mare.
I primi due interventi sono realizzabili velocemente e di basso costo; altro problema è la costruzione di uno o due canali di gronda.


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