Crescono le preoccupazioni per l’avvicinamento della tempesta tropicale “Mahasen”, attiva sopra le calde acque del golfo del Bengala, con un’estesa area di profonda attività convettiva che da giorni sta favorendo lo sviluppo di enormi “Clusters temporaleschi”. La sommità delle masse nuvolose che ruotano attorno alla tempesta presentano delle temperature estremamente basse, segno della presenza di una accesa convenzione che continua ad essere alimentata dalle ingenti quantità di calore latente sprigionata dalle acque del golfo del Bengala. Le probabilità che “Mahasen” possa trasformarsi in un vero e proprio ciclone tropicale sembrano sempre più ridursi, a causa del sostenuto “Wind Shear” presente nella parte più alta del golfo del Bengala. Il passaggio del “getto sub-tropicale”, a latitudine sempre più basse, fra India e Bangladesh, dovrebbe impedire un ulteriore intensificazione del sistema, malgrado la presenza di una convenzione particolarmente esplosiva che continua a sfornare enormi bande nuvolose cumuliformi.
Pur mantenendo lo status di tempesta tropicale “Mahasen” rappresenterà una seria minaccia per le aree costiere del Bangladesh e del Myanmar sud-occidentale, densamente abitate e dove insistono enormi baraccopoli a ridosso del mare. Domani la tempesta si avvicinerà sempre più alle coste del Bangladesh, che cominceranno ad essere interessate di striscio da una moderata/tesa ventilazione da E-NE ed Est che comporterà un sensibile aumento del moto ondoso. Ma il “landfall” definitivo avverrà con ogni probabilità entro la serata di giovedì, nel tratto di costa, lungo il confine fra l’est del Bangladesh e l’ovest del Myanmar. Queste saranno le aree maggiormente colpite dalle precipitazioni torrenziali e dai forti venti di tempesta che determineranno anche delle consistenti mareggiate lungo le foci del Gange, ed in particolare nell’area del Sundarbans, li dove si estende la foresta di mangrovie più grande del mondo.


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